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Opinioni e commenti
 

Caso Sallusti: il giornalista evade dai domiciliari, poi l’arresto nella sede del quotidiano. «È una ferita per tutti»
Pubblicato il 02-12-2012


«La prossima riunione di redazione la farò da evaso», aveva promesso. E Alessandro Sallusti – condannato a 14 mesi per il reato di opinione – la promessa l’ha mantenuta. Tra l’arresto nella sede de “Il Giornale”, l’evasione dai domiciliari, il processo per direttisima e di nuovo ai domiciliari, è stata una giornata piena per il direttore del quotidiano. Ieri, il giornalista è stato arrestato per evasione all’interno della redazione del quotidiano che dirige, ove si era recato, nonostante fosse agli arresti domiciliari. L’aver abbandonato il domicilio è stata considerata tecnicamente un’evasione. «Una vicenda insensata» è stato il duro commento del direttore del Tg de La7, Enrico Mentana.

SALLUSTI, UNA FERITA PER TUTTI – «Peccato sia finita così. È una ferita per tutti, l’intera categoria dovrebbe avere un sussulto» ha dichiarato Sallusti poco prima dell’arrivo degli agenti della Digos. «È stato un gesto simbolico, non avevo intenzione di darmi alla latitanza. Rispetterò le prescrizioni» ha poi assicurato al giudice delle direttissime. La prossima settimana, giovedì 6 dicembre, inizierà – a porte chiuse – il processo per direttissima. Il giornalista rischia da uno a tre anni di carcere. Nel frattempo il giudice ha convalidato l’arresto per evasione e ha disposto di nuovo gli arresti domiciliari, dai quali Sallusti potrà comunque lavorare. Le prescrizioni disposte dal magistrato di sorveglianza non prevedono infatti il divieto alla comunicazione con l’esterno. Il giornalista potrà dunque telefonare e scrivere.

MENTANA, VICENDA SALLUSTI INSENSATA – La misura dell’arresto per Sallusti «è del tutto insensata» così come lo è l’intera vicenda. Ad affermarlo è stato Enrico Mentana, direttore del Tg de La7, secondo il quale «un giornalista non dovrebbe mai andare in prigione per un reato a mezzo stampa. E a chi risponde a questa affermazione dicendo che la diffamazione ha recato nocumento all’immagine alla reputazione di un magistrato, io replico che non mi risulta che il magistrato a causa di quella “vergognosa” diffamazione operata dall’onorevole Farina (Renato, l’autore dell’articolo incriminato, ndr) sia stato costretto a chissà quale rinuncia. Era una diffamazione che poteva tranquillamente essere sanzionata in altro modo come dovrebbe essere per tutte le diffamazioni» ha rimarcato Mentana. Il giornalista ha inoltre auspicato che questa misura non rappresenti «un ammonimento alla categoria dei giornalisti dai poteri forti. Giornalisti che devono stare buoni».


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