domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Crisi: 3 donne su 10 lasciano il lavoro dopo un bebé
Pubblicato il 03-12-2012


Anche nell’Emilia culla dei servizi per l’infanzia e dell’occupazione femminile, la crisi colpisce il lavoro delle mamme. Uno studio voluto dalla provincia di Reggio Emilia mette un dato sulla carta: la maternita’ e’ il primo motivo di abbandono del lavoro da parte delle donne: tre reggiane su 10 si dimettono per occuparsi della famiglia. Sono generalmente abbandoni definitivi, specie per le precarie per le quali un rinnovo del contratto dopo il bebe’ e’ decisamente difficile. Poi, a conti fatti, restare a casa conviene, visti i costi di asili e baby sitter. Sara’ per questo che ogni dieci neomamme che tornano al lavoro, due si dimettono dopo il primo anno del figlio. I dati sono stati presentati durante il convegno ‘Lavorare per soldi, lavorare per amore’. Catia Iori, di Piramix che ha curato lo studio voluto dalla Provincia con il Centro studi sterilita’-fertilita’ ‘Antonio Vallisneri’ e la consigliera provinciale di parita’, non ha dubbi: e’ la ‘mom-cession’, la recessione delle mamme.

STUDIO SU 784 OCCUPATE A REGGIO EMILIA – Lo studio ha interessato un campione di 784 donne, nel periodo 2008-2010, il cuore della crisi. La lavoratrice dimissionaria in genere appartiene a categorie medio basse, quelle che poi una volta uscite dal mercato del lavoro fanno piu’ fatica a reinserirsi: ha in genere tra i 26 e i 39 anni, e’ impiegata in imprese di piccole e piccolissime dimensioni e ha una rete parentale insufficiente. “Questo lavoro nasce dalla constatazione, nell’attivita’ quotidiana del nostro ufficio e di chi in generale incontra le donne e si occupa dei loro diritti, che la maggior parte dei casi di discriminazione sul posto di lavoro riguarda madri al rientro dai congedi parentali – ha spiegato la consigliera provinciale di parita’, Maria Mondelli – La conflittualita’ che si sviluppa con il datore di lavoro ha spesso alla base un atteggiamento preconcetto e preventivo sul fatto che una lavoratrice madre diventi una persona inaffidabile, di cui sbarazzarsi con ogni mezzo: isolamento e mobbing sono i metodi piu’ usati, che il piu’ delle volte, sommati alla maggiore fragilita’ della neo mamma, causano un quadro deprimente che portano la lavoratrice a dimissioni spontanee”.

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