lunedì, 22 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

GOVERNO IN BILICO, I PRINCIPALI PARTITI SI CONSULTANO CON NAPOLITANO. NEL LAZIO SI VOTERA’ IL 3 E 4 FEBBRAIO E L’ELECTION-DAY SI ALLONTANA
Pubblicato il 08-12-2012


Non è una vera e propria crisi di governo, ma verosimilmente ne è un’anteprima. Dopo la decisione del Pdl di togliere la maggioranza al governo Monti in Parlamento, ieri si sono susseguite delle “mini” consultazioni. Il capo dello Stato ha infatti ricevuto prima il segretario del Pdl, Angelino Alfano e la delegazione del partito – formata dai capigruppo alla Camera e al Senato, rispettivamente Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, e il presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani. Alfano ha spiegato che il partito garantirà lealtà fino alla legge di stabilità – che sarà approvata il 18 dicembre – poi verrà meno il sostegno del Pdl all’esecutivo. Nel pomeriggio sono saliti al Colle i leader del Pd e dell’Udc e il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Sulla ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi si è espresso il segretario del Psi, Riccardo Nencini affermando di continuare «a pensare che Berlusconi non si candiderà alla premiership perchè non può non sapere che quando un ciclo è finito è finito, e non c’è nulla che possa riesumarlo. Berlusconi non è un Lazzaro, né il popolo italiano un Gesù». Nel frattempo il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha firmato il decreto per indire le elezioni regionali nel Lazio per il 3 e il 4 febbraio, così come stabilito dal Tar. La data potrà cambiare solo per effetto di un decreto urgente emanato dal governo. L’ipotesi dunque dell’election-day si fa sempre più un miraggio lontano.

LE “MINI” CONSULTAZIONI DA NAPOLITANO – Dopo il Pdl, nel pomeriggio è stato il momento della visita dei leader del Pd e dell’Udc. Sia Pier Luigi Bersani che Pier Ferdinando Casini erano accompagnati dalle delegazioni composte dai rispettivi capigruppo al Parlamento. Al Colle è poi salito anche il presidente della Camera, Gianfranco Casini. Secondo fonti parlamentari, Bersani ha ribadito la necessità di avere senso di responsabilità, negando tentativi di logoramento del Paese e del governo. Nel corso dell’incontro con Napolitano sembra esser stata fatta l’ipotesi di elezioni politiche per il 10 e 11 marzo, con un eventuale scioglimento delle Camere tra il 10 e il 20 gennaio, dopo il placet da parte del Parlamento ad alcuni provvedimenti ritenuti fondamentali per il Paese, come la legge di stabilità. Sempre secondo indiscrezioni non si sarebbe parlato di “election-day”, anche se questo tema potrebbe tornare a essere considerato per le elezioni regionali in Lombardia e Molise.

LA GIORNATA DI VENERDÌ – Venerdì pomeriggio Alfano ha spiegato la scelta del partito di astenersi dal voto di fiducia sul decreto legge sviluppo-bis al Senato, facendo venire meno la maggioranza al governo Monti in Parlamento. Il segretario Pdl, nel suo intervento alla Camera, ha garantito lealtà da parte del suo partito fino alla legge di Stabilità, «poi togliamo il sostegno». Nel frattempo il decreto legge alla Camera sui costi della politica degli Enti locali è passato con 268 sì, 1 voto contrario (quello di Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl alla Camera) e 169 astenuti. Tra i “sì” vi sono anche quelli di dieci deputati Pdl che hanno votato a favore del decreto, nonostante l’indicazione del gruppo.

NENCINI, BERLUSCONI VUOLE CONDIZIONARE IL PROSSIMO PARLAMENTO – Secondo il segretario nazionale del Psi, il Cavaliere è «un antagonista acefalo, mentre le primarie hanno battezzato una leadership forte nel centrosinistra» e «Berlusconi non si pone l’obiettivo di vincere le elezioni, ma di condizionare il prossimo Parlamento». Questo, secondo Nencini, l’obiettivo dell’ex premier. «La destra, in quanto non c’è più un centrodestra in questo momento, non ha individuato una figura attorno a cui creare una leadership autorevole, e l’unico modo per limitare i danni è il ritorno in campo del cavaliere». Invece, ha aggiunto il leader socialista, «vedo ottime chance per il centrosinistra di vincere le elezioni quando ci saranno».

Silvia Sequi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento