mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Decisione storica all’Onu. Approvata la risoluzione contro le mutilazioni genitali femminili
Pubblicato il 21-12-2012


Un passo storico per il diritti delle donne a livello mondiale. La pratica dell’infibulazione e le mutilazioni genitali femminili, sono una violazione dei diritti umani. A stabilirlo è stata l’Assemblea generale delle Nazioni Unite che ha adottato, per consenso e senza necessità di discussione ed emendamenti al testo, la Risoluzione per la messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili. La proposta approvata dall’Assemblea era stata avanzata dal Gruppo dei Paesi Africani e, in seguito, aveva ricevuto l’appoggio dei due terzi degli Stati membri delle Nazioni Unite. La decisione è arrivata a conclusione di una lunga campagna di sensibilizzazione animata da alcune organizzazioni non governative e di agenzie internazionali affinché si condannasse la pratica, ancora molto diffusa soprattutto in alcuni Paesi dell’Africa Subsahariana e del Corno d’Africa. Il testo esorta gli stati membri a condannare la pratica e a promuovere programmi specifici di intervento sulle aree maggiormente interessate per favorirne l’abbandono.

MILIONI DI DONNE VITTIMA DELLE MUTILAZIONI – L’Assemblea si è data un tempo di due anni al termine dei quali esaminerà un rapporto in cui verranno elencati gli eventuali progressi nel campo. La Risoluzione, che non ha natura vincolante, esorta gli Stati a sanzionare penalmente le mutilazioni genitali femminili, siano esse praticate all’interno di strutture sanitarie o in altro luogo. L’ampio accordo ottenuto in merito alla questione della mutilazione genitale femminile è stato raggiunto, dunque, grazie al duro lavoro delle Ong e delle organizzazioni che da anni si battono per contrastare questo fenomeno. Ma, un ruolo importante lo ha giocato anche la preoccupazione di numerosi stati dovuta al fatto che, questa pratica, sempre più prende piede nei Paesi di immigrazione. Secondo le stime diffuse dall’Onu, le mutilazioni genitali femminili vengono imposte a circa 130-140 milioni di donne, bambine e adolescenti in tutto il mondo. L’infibulazione consiste nella pratica di tagliare delle parti dei genitali praticando delle ricuciture sui genitali esterni. La pratica affonda le sue radici nella tradizione, ma non nella religione coranica.

TERZI, UNA GIORNATA STORICA – Il ministro degli Esteri Giulio Terzi, commentando la decisione delle Nazioni Unite ha definito l’approvazione come il frutto di «una giornata storica», ricordando come l’Italia sia sempre stata in prima linea per arrivare a questo risultato, anche come coordinatore degli altri Stati europei. «Sono conquiste davvero importanti per l’affermazione dei diritti umani nel mondo», ha sottolineato il ministro. Gli fa eco il vice rappresentante permanente al Palazzo di Vetro, Antonio Bernardini, che sottolinea come «L’approvazione di questo documento segna uno spartiacque nella campagna internazionale contro il fenomeno».

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