domenica, 18 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Dl sviluppo bis: infrastrutture, credito d’imposta e appalti pubblici. Tutte le novità
Pubblicato il 07-12-2012


Infrastrutture, credito d’imposta e appalti pubblici. Sono queste alcune materie cruciali per la crescita del Paese sulle quali il governo ieri ha emanato varie misure contenute nel maxi-emendamento al dl sviluppo bis che ha ricevuto la fiducia del Senato. Particolarmente importanti gli interventi previsti sulla rete ferroviaria alla luce di un comma aggiuntivo all’articolo 33, il 3 ter, che modifica il codice degli appalti pubblici, e individua Rfi Spa (Rete ferroviaria italiana) come il destinatario dei fondi da assegnare per gli interventi ferroviari, nel caso in cui l’aggiudicatore sia diverso da Rfi,  ma da questa partecipato direttamente o indirettamente.

SOGLIA A 500 MILIONI PER CREDITO D’IMPOSTA – Rimane fissata a 500 milioni la soglia per accedere al credito d’imposta (massimo il 50%) sull’Irap e l’Ires generate dalla costruzione e gestione di opere infrastrutturali. Nel maxi emendamento del Governo viene acquisita però la modifica, approvata in commissione, che prevede l’esenzione dal pagamento del canone di concessione «nella misura necessaria al raggiungimento dell’equilibrio economico e finanziario», nel caso di nuove opere infrastrutturali pubbliche (progetti superiori a 500 milioni di euro) realizzate con contratti di partenariato «per i quali è accertata la non sostenibilità del piano economico e finanziario».

UNIVERSITA’, GARANZIE SULLE RATE DEI MUTUI PER LE UNIVERSITA’ – Secondo quanto contenuto nel maxi emendamento al comma 4-ter, art. 33, le università potranno rilasciare «delegazione di pagamento a valere sulle entrate proprie e dei trasferimenti» come garanzia del pagamento delle rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti. Inoltre, «le somme destinate al pagamento delle rate in scadenza dei mutui e dei prestiti non possono essere comprese nell’ambito di procedure cautelari, di esecuzione forzata e concorsuali, anche straordinaria, e non possono essere oggetto di compensazione».

ANAGRAFE DELLE STAZIONI APPALTANTI  – Il maxi emendamento istituisce, tra le altre cose, anche l’Anagrafe unica delle stazioni appaltanti, dipendente dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. A quest’ultima è assegnato il compito di definire le modalità operative e il funzionamento dell’Anagrafe.

SVINCOLO FIDEJUSSIONE A GARANZIA APPALTI – Sul capitolo del codice dei contratti pubblici gli interventi del governo prevedono che «l’esecutore del contratto è obbligato a costituire una garanzia fideiussoria» pari a una quota percentuale, variabile a seconda del contratto, dell’importo contrattuale, che viene poi progressivamente svincolata nell’avanzamento dell’esecuzione, fino al 75% dell’importo. Una modifica nel testo del Governo prevede l’aumento della quota all’80%. Si abbassa di conseguenza al 20%, il resto della quota, che, secondo il codice contratti pubblici, è «svincolato secondo normativa vigente».

REQUISITO CIFRA D’AFFARI – Per le opere realizzate nell’ambito dell’appalto, che siano «in tutto o in parte, poste in esercizio prima del relativo collaudo tecnico-amministrativo», l’esercizio protratto per oltre un anno determina lo svincolo automatico delle garanzie di buona esecuzione prestate a favore dell’aggiudicatore, senza necessità di alcun benestare, fermo restando la quota del 20 per cento. Per la dimostrazione del requisito della cifra di affari realizzata con lavori svolti, il periodo di attività documentabile, secondo una modifica contenuta nel maxi emendamento, è quello relativo ai migliori cinque anni del decennio antecedente al bando.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento