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Opinioni e commenti
 

Addio a Rita Levi Montalcini. Ci lascia la signora della scienza
Pubblicato il 31-12-2012


La scienza nel cuore. Che ha smesso di battere in una piccola camera a Roma, traboccante di libri e fogliettini di appunti sparsi dappertutto. Rita Levi Montalcini è morta ieri nella Capitale a 103 anni, onorando il suo premio Nobel fino alla fine. Anche ieri studiava, umilmente, come era solita fare. La sua perdita ha commosso l’intero Paese, così come ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E sono stati tanti ieri vicini di casa, residenti del quartiere, gente comune e soprattutto tanti giovani che hanno voluto rendere omaggio alla senatrice a vita e premio Nobel per la medicina.

LA MORTE IMPROVVISA – I primi malori erano cominciati da qualche giorno. Ma ieri all’ora di pranzo si e’ aggravata e i suoi cari hanno chiamato un’ambulanza per portarla alla vicina clinica Villa Margherita, ma è stato troppo tardi. La Montalcini si spenta nel suo appartamento al quarto piano di un palazzo immerso nel verde, a due passi da villa Torlonia. Nelle parole della nipote, la morte della scienziata diventa una metafora: “si è spenta come si spegne un faro. Per fortuna non ha sofferto”, ha detto Piera Levi-Montalcini, consigliere comunale a Torino, che si è subito messa in viaggio in treno verso Roma per arrivare in serata.

103 ANNI DI TRAGUARDI – Dal Nobel per la medicina alla nomina a Senatore a vita, dal viaggio negli Usa che doveva durare pochi mesi e invece e’ stato di decenni alle battaglie per il centro ricerche da lei fondato, i 103 anni di vita di Rita Levi Montalcini sono stati pieni di avvenimenti. Nel 1986 la Montalcini vinse il Premio Nobel per la medicina grazie alla scoperta e all’identificazione del fattore di accrescimento della fibra nervosa. È stata la prima donna a essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. Nel 2001 fu nominata senatrice a vita, dall’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, che la scelse per i suoi meriti sociali e scientifici. Rita Levi Montalcini ha continuato a studiare, fino alla fine. La scienziata sarà sepolta nel cimitero monumentale di Torino accanto alla sorella gemella Paola, nota pittrice scomparsa nel 2000.

CAMERA ARDENTE – La camera ardente per la professoressa Rita Levi Montacini sarà il 31 dicembre dalle 15,30 alle 21 al Senato. Parteciperanno il presidente della Repubblica e il presidente del Senato, Renato Schifani. ”Al termine della cerimonia – ha detto la nipote Piera – il feretro sarà portato a Torino dove verrà celebrato il funerale con rito ebraico”. Le esequie avranno luogo il 2 gennaio.

IL SALUTO COMMOSSO DELLA POLITICA – Il primo a fare visita alla senatrice e’ stato il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, che ha parlato di “perdita per l’umanità intera”. Immediati e numerosissimi i messaggi di cordoglio da tutto il mondo politico. “Un simbolo di rigore, intelligenza ed equilibrio”. Così Riccardo Nencini, segretario nazionale del PSI, ricorda Rita Levi Montalcini. “Nella sua lunghissima vita – aggiunge – ha coniugato il talento ed il genio con il sacrificio, lo studio e l’applicazione, rappresentando l’Italia migliore”. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha ricordato: «l’esempio di una donna carismatica e tenace, che ha dato battaglia per tutta la vita per difendere i valori in cui credeva». Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso alla nipote, Piera Levi Montalcini, commossa partecipazione e il cordoglio del Paese. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha dichiarato l’Italia perde «una donna di grandissimo livello intellettuale e morale, ha dedicato la sua vita alla ricerca scientifica ed ha rappresentato con limpida coscienza civile le Istituzioni».

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Considero una grande perdita la scomparsa di Rita Montalcini,che ha sempre creduto nella Libera Ricerca ed ha meritato il Premio Nobel e la nomina di Senatrice a vita. Esprimo profonda solidarietà sia per i vergognosi insulti ricevuti da un fascista come Storace con la spregevole dichiarazione “regaliamo le stampelle” perchè partecipava alle votazioni del Senato a sostegno del Governo Prodi e sia per le inaccettabile accuse di Grillo di “essere al servizio delle Case Farmaceutiche”. Quando si è apprezzati da tutto il mondo significa che si è conquistato non a caso un posto di particolare rilievo, nonostante le Leggi Razziali e le persecuzioni fasciste subite. Si è sempre mossa a sostegno dei diritti civili delle persone in una visione Laica dello Stato e della vita.

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