martedì, 18 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Elezioni politiche: Monti ancora indeciso. E il Pdl si spacca sempre di più
Pubblicato il 17-12-2012


Candidatura sì, candidatura no. Sono trascorsi più di due mesi da quando l’attuale premier ha espresso la sua disponibilità a un esecutivo anche nella prossima legislatura, dando inizio a un autentico “tormentone” sull’ipotesi di un Monti-bis, infiammando il dibattito politico. Nel contempo è sopraggiunta la sua decisione di presentare le dimissioni, una volta approvata la legge di stabilità. Ma ancora non sono chiari i suoi intenti: essere presente in prima persona alle prossime politiche o lasciare che un’ampia coalizione supporti il suo programma per l’Italia. Il suo eventuale ruolo nel prossimo futuro del Paese continua a dividere il Pdl, già scisso al suo interno per la recente decisione di Silvio Berlusconi di scendere nuovamente in campo. Ieri si sono infatti svolti due convegni del partito di centrodestra: quello di inaugurazione di “Italia Popolare”, la nuova corrente montiana del Pdl e la manifestazione dei “delusi” delle primarie, promesse ma mai realizzate, del centrodestra.

NESSUN CENNO DA MONTI – Ancora coperte le carte di Mario Monti. «Le ipotesi sono in campo, nessuna esclusa, la situazione resta fluida». Questo è l’unico commento da Palazzo Chigi, al termine di un’altra giornata frenetica. A sciogliere la riserva potrà essere solo il Professore stesso. «Monti se si candida lo farà dopo lo scioglimento delle Camere» sostiene il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini fervente sostenitore di una candidatura del premier. L’intenzione del presidente del Consiglio sarebbe proprio quella di impegnarsi, ma la valutazione spetta anche al presidente della Repubblica, con il quale Monti si è sempre consultato. Lo ha fatto anche ieri mattina, recandosi al Colle per un colloquio durato più di un’ora.

I CONVEGNI DEL PDL A ROMA IERI – Sul fronte Pdl, ieri mattina, alla stessa ora, si sono svolti due convegni distinti, organizzati dal partito. Quello di inaugurazione di “Italia Popolare” e quello dei delusi per l’assenza delle primarie nel Pdl. “Italia popolare” è la nuova corrente montiana del partito della libertà che ha visto tra gli altri la partecipazione del segretario nazionale, Angelino Alfano, del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, del governatore dimissionario della Lombardia, Roberto Formigoni, di Fabrizio Cicchitto, capogruppo del partito alla Camera. L’altra manifestazione era guidata dall’ex ministro della Gioventù, Giorgia Meloni e da Guido Crosetto, ex sottosegretario all’Economia. I punti cardine del convegno sono stati: ricordare l’impegno preso, poi disertato, di realizzare la consultazione elettorale delle primarie per la scelta del candidato premier del centrodestra; ribadire la preoccupazione della decisione annunciata del Cavaliere di riscendere in campo; rimarcare lo scetticismo nei confronti di un’eventuale ritorno di Monti. Numerosi i deputati e senatori seduti in platea, ma nessun “generale”, né “colonnello”. Erano inoltre presenti il deputato, Fabio Rampelli, il capogruppo Pdl all’Europarlamento, Mario Mauro e l’ex presidente della Regione Lazio, Francesco Storace pronto a ricandidarsi come governatore alle prossime elezioni regionali.

Silvia Sequi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento