domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Elezioni politiche: sempre più lontana l’intesa tra Pdl e Lega
Pubblicato il 31-12-2012


Mentre le elezioni regionali e politiche si avvicinano, l’accordo tra Lega e Pdl sembra allontanarsi sempre più. L’incontro milanese di sabato scorso pare essere andato non bene e alla fine, verosimilmente, la Lega correrà da sola. La trattativa tra i vecchi alleati – che avrebbe dovuto segnare l’accordo per le prossime elezioni regionali in Lombardia e le politiche – sembra essere saltata in modo definitivo. La prima conferma è arrivata ieri dal segretario federale Roberto Maroni che sul social network Twitter ha lanciato la propria candidatura a governatore della Lombardia perché «ci credo davvero a ‘Lombardia in testa’ e a ‘Prima il nord’». Sempre più difficile per il Carroccio, dunque, digerire la candidatura a premier di Silvio Berlusconi che ha commentato la notizia, spiegando che un eventuale accordo con la Lega «non può che essere globale, locale e nazionale, altrimenti non c’è nessuna ragione di sostenere un candidato leghista in Lombardia. Non è una ritorsione è una conseguenza politica».

MARONI, MI CANDIDO AL PIRELLONE, TOSI PREMIER – Oltre ad aver annunciato la sua candidatura a presidente della Regione Lombardia, il segretario federale della Lega, Roberto Maroni ha lanciato l’investitura a premier dell’attuale sindaco di Verona, Flavio Tosi, da sempre uno dei più ostili all’alleanza con il Pdl.

TOSI, BATTAGLIA PER LA LOMBARDIA – Il primo cittadino leghista di Verona ha prontamente dichiarato: «Rappresentare il movimento è sempre un onore, poi è chiaro che la nostra battaglia più importante è la Lombardia perchè da Roma le cose non cambiano. Dobbiamo sperare di cambiare le cose dal basso e resta prioritaria la questione lombarda». Sull’investitura a premier da parte di Maroni, Tosi ha reso nota la sua consapevolezza che «non sarò mai presidente del Consiglio, ma sarà una sfida per aiutare il movimento»

BERLUSCONI, O ACCORDO GLOBALE O ADDIO LOMBARDIA – Nonostante la ferma decisione di non appoggiare un candidato leghista al Nord, qualora non ci fosse un’intesa «globale» con la Lega, Berlusconi si è definito ottimista, convinto che «la ragione prevarrà. L’accordo con la Lega è nei fatti: è un vantaggio per entrambi, e la Lega lo sa. Gli elettori leghisti e i nostri vogliono le stesse cose: meno tasse, più sicurezza, una maggiore stretta sulla immigrazione».

Silvia Sequi

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