giovedì, 19 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Facebook, un tribunale regionale tedesco autorizza l’uso di falsi nomi
Pubblicato il 18-12-2012


Obbligare gli utenti del più famoso social network del mondo a utilizzare nomi veri è una violazione della legge tedesca. È quanto ha stabilito un tribunale regionale che si occupa di privacy e protezione dei dati in Germania. La sentenza arriva in risposta ad una politica di Facebook che prevedeva una sorta di obbligo per gli utenti di utilizzare i propri nomi reali. Il social network ha ora due settimane per presentare un ricorso da opporre alla decisione. Duro il commento di un portavoce di Facebook che ha definito il decreto «senza alcun merito» aggiungendo che si tratterebbe di una normativa contro l’ordine.

LE LEGGI TEDESCE GARANTISCONO IL DIRITTO AGLI PSEUDONIMI ONLINE – Nonostante dunque le pressioni di Facebook, le leggi tedesche fanno valere la loro forza riaffermando e riaffermano il diritto per ogni cittadino di utilizzare degli pseudonimi nel mondo del web. L’agenzia di controllo ha emanato un decreto regionale, limitato per ora alla regione di Schleswig Holstein, per ingiungere l’obbligo a Facebook di permettere agli utenti l’utilizzo legittimo di nomi falsi o di fantasia. Il colosso statunitense ha risposto che si opporrà «vigorosamente» al decreto e che la sua politica sui nomi reali degli utenti è in accordo con le normative europee. «È inaccettabile che un portale degli Stati Uniti possa violare le leggi della Germania sulla protezione dei dati personali senza opposizione e sena che venga messo un punto di fine a questo abuso», ha dichiarato Thilo Weichert, responsabile regionale dell’ufficio per la protezione dei dati di Schleswig Holstein.

PER L’ORGANISMO DI VIGILANZA TEDESCO LA POLITICA DEI NOMI REALI NON HA BENEFICI – Il responsabile regionale dell’ufficio per la protezione dei dati Weichert ha proseguito definendo «ragionevole» l’utilizzo di identità di fantasia online perché questa pratica autorizza le persone ad «utilizzare i servizi del web senza paura di conseguenze spiacevoli», sottolineando che la politica di Facebook di spingere all’utilizzo delle vere generalità non ha evitato che si verificassero, sul social network, episodi di insulti e non ha ostacolato il furto d’identità. L’organismo di vigilanza sta capitanando le azioni contro Facebook e se a decisione dovesse riscontrare favore potrebbe essere espansa a livello nazionale e inclusa dentro la legislazione dell’intera Germania federale.

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