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Opinioni e commenti
 

Femminicidio, è giallo sulle “dimissioni” del parroco che ha giustificato la violenza sulle donne
Pubblicato il 27-12-2012


«Metto da parte l’abito talare del quale mi sento indegno». Sembravano essere queste le parole di pentimento del parroco di San Terenzo di Lerici, dopo le comprensibili polemiche innescate in seguito all’affissione – sulla bacheca della sua chiesa – di un volantino shock in cui omicidi, stupri o violenze sessuali vengono spiegati addossando la responsabilità sulle donne. Poi è arrivata la smentita dallo stesso religioso: «Non è assolutamente vero, non lascio il sacerdozio» ha reso noto nel corso della mattinata. Il prete ha poi spiegato che il volantino incriminato «non era altro che un articolo di giornale», domandandosi se «ciò sia vietato» e accusando perché la lettura di questo è stata «parziale». Il parroco si è addirittura detto arrabbiato per «il trattamento ricevuto» dai media e per «le ingiurie subite» alle quali però si sono accompagnate «anche manifestazioni di solidarietà».

IL GIALLO SULLA RINUNCIA AL SACERDOZIO – Sembrava un “mea culpa” completo, accompagnato dalla decisione di mettere da parte l’abito talare, quello del parroco avvezzo a boutade cariche di provocazioni. La vicenda sembra invece assumere i contorni di un autentico giallo. Stamane è infatti circolato un comunicato in cui il parroco manifestava il suo “mea culpa” e la successiva decisione di lasciare l’abito talare. Poco dopo Don Corsi ha smentito tutto, ribadendo che «quanto scritto nel comunicato di questa mattina» – che «non ho inviato io – è totalmente inventato».

IL VOLANTINO INCRIMINATO – La lettera affissa sulla chiesa di San Terenzo di Lerici da Don Corsi è un estratto dalla lettera apostolica “Mulieris dignitatem”, commentata dall’editorialista del sito Pontifex.it. La tesi – che spiega la ragione all’origine di stupri e violenze sessuale – è semplice: «Colpa della donna che provoca con abiti succinti». Il volantino ha prevedibilmente provocato indignazione e rabbia in ogni ambito, religioso e politico.

CINTI LUCIANI (PSI), GESTO SCANDALOSO – La responsabile Pari Opportunità del Psi ritiene «scandaloso che ormai nel 2013 si assista ancora al tentativo di promuovere una cultura colpevolizzante nei confronti delle donne protagoniste di atti di violenza, in quanto “provocatrici”». Il nostro Paese sta registrando un aumento dei casi di femminicidio, «tanto che recentemente il governo è stato richiamato a rispettare gli impegni assunti con l’Ue e da anni le associazioni femminili stanno cercando di attenzionare in modo adeguato le istituzioni per far assumere maggiori impegni in termini anche di risorse per rafforzare gli interventi di prevenzione e protezione» prosegue l’esponente socialista. Dopo aver ricordato che la violenza spesso viene consumata tra le mura domestiche, Cinti Luciani ha definito «insopportabile e offensivo dare una giustificazione a chi compie atti simili ancor di più se chi ha scritto la lettera è un rappresentante della cultura cristiana che dovrebbe promuovere l’amore. Forse è l’autore che dovrebbe fare una sana autocritica» ha concluso la responsabile socialista.

Silvia Sequi

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