martedì, 18 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Fiumicino, a rischio il lavoro di 44 dipendenti dei duty free. Il segretario Usb Cavola: «Urgente nuovo incontro con Prefettura e Regione»
Pubblicato il 27-12-2012


Mentre Mario Monti concepiva e confermava le sue dimissioni, venerdì sera l’esecutivo dimissionario trovava il tempo per dare il placet all’incremento delle tariffe aeroportuali di Fiumicino: da 16 a 26.50 euro a passeggero. Poche ore dopo, alcuni dipendenti della WDFG (World Duty Free Group) – società che gestisce sette negozi nell’aeroporto – hanno scioperato e protestato per la mancata soluzione al loro prossimo licenziamento. Eppure nell’aeroporto di Fiumicino non sembra esserci ombra della crisi: la società AdR ha infatti dato inizio a un progetto di ristrutturazione e ampliamento dell’aeroporto, il cui scopo è quello di renderlo il grande hub del Mediterraneo. Si prospetta dunque un periodo di crescita e sviluppo. Ma allora perché i dipendenti rischiano di essere licenziati? Avanti! ne ha parlato con Andrea Cavola, segretario nazionale Usb Trasporto aereo secondo il quale «AdR sta facendo il gioco delle aziende subentranti».

Segretario Cavola qual è il motivo del prossimo licenziamento dei 44 dipendenti della società aeroportuale?

Il fatto è che la loro azienda – la Wdfg, World Duty Free Group a capitale spagnolo – ha perso la gara d’appalto. Al suo posto entreranno una o più aziende. L’unica certezza è che una di queste è la francese Lagardère, cui sono stati assegnati tre negozi.

Ma qual è la società che dovrebbe assumere questi 44 lavoratori?

È la Lagardère, controllata dalla capogruppo Aèlia. Il gruppo francese ora gestisce il ramo “Adr Retail”, dopo la cessione avvenuta la scorsa estate. L’Aèlia aveva assunto l’impegno di assumere la metà dei lavoratori a rischio. Si tratta di una società che faceva capo alla holding di AdR, che di fatto aveva la proprietà al 100%. In quel caso AdR aveva inserito la clausola di salvaguardia dell’occupazione, questa volta no.

Perché secondo lei?

In questo contesto si tratta di una società terza, un’azienda privata e ci si giustifica invocando la libertà imprenditoriale. L’Aèlia è la capogruppo e la controllata è la Lagardere che dovrebbe assumere i dipendenti. La vecchia Wdfg aveva 7 negozi e 44 dipendenti. Adr è proprietaria delle concessioni che assegna attraverso bandi di gara o trattative private. Qui non si sta parlando di una fabbrica che chiude e che non può più fornire occupazione. Questo è il caso di società che subentrano e che devono assumere personale. Per di più le attività commerciali sono simili. Prima che queste 44 persone vadano in mobilità, stiamo cercando – insieme al Prefetto e alla Regione – di esortare AdR affinchè ci dica quali saranno le nuove aziende.

Ma AdR non lo sa?

Secondo me è poco verosimile che AdR non conosca i nomi. A mio avviso sta facendo il gioco delle aziende subentranti o per prendere questi lavoratori a un prezzo inferiore o per assumere giovani ragazzi con contratti precari, lasciando questi 44 dipendenti per strada.

Tante architetture societarie ma, di fatto, fate parte della grande famiglia AdR.

Sì, Benetton e Gemina. Si tratta di scatole cinesi: società che aprono e chiudono, ma i soggetti sono sempre gli stessi. Le Istituzioni – Regione, Provincia e Comune di Roma e Fiumicino – hanno piccole partecipazioni azionarie, ma in realtà non si sono fatte valere. Hanno solo subìto o accompagnato le decisioni dei proprietari di AdR.

Quali le vostre intenzioni nel prossimo futuro?

Nei prossimi giorni continueremo con le proteste. Per i 44 lavoratori sono già state aperte le procedure di licenziamento collettivo, entro fine gennaio 2013 perderanno il lavoro. Per scongiurare questo chiediamo un nuovo intervento con il Prefetto e con la Regione per aprire una vera trattativa sindacale e trovare una soluzione al problema.

Silvia Sequi

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