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Giustizia a metà per la Politkovskaya: ex poliziotto condannato a 11 anni, ma ancora nessun mandante
Pubblicato il 14-12-2012


Giustizia a metà: omicidio senza mandanti. A sei anni dall’efferata uccisione, la giornalista più scomoda della Russia, nota per le posizioni particolarmente critiche nei confronti di Vladimir Putin e di tutto il sistema di potere russo, oggi non ha avuto la giustizia che avrebbe meritato. E’ stato infatti condannato a 11 anni di colonia penale a duro regime l’ex ufficiale di polizia Dmitry Pavlyuchenkov, dichiarato oggi colpevole di attivo coinvolgimento nell’omicidio della reporter di Novaya Gazeta Anna Politkovskaya, uccisa nell’ascensore di casa sua a Mosca il 7 ottobre 2006. L’uomo è stato arrestato direttamente nell’aula del tribunale di Mosca che ha emesso la sentenza: fino ad oggi si trovava ai domiciliari. La corte ha stabilito un indennizzo di tre milioni di rubli a favore dei figli della giornalista assassinata, nota per le posizioni particolarmente critiche nei confronti di Vladimir Putin e di tutto il sistema di potere russo. L’omicidio della Politkovskaya però resta però ad oggi senza mandanti.

IL PROCESSO, LE INDAGINI E LE TANTE OMBRE – Il processo contro Pavlyuchenkov è stato celebrato secondo rito abbreviato, senza esaminare gli elementi di prova. Il pubblico ministero aveva chiesto di nuovo la condanna a 12 anni di Pavlyuchenkov, in una colonia penale siberiana. L’imputato ha chiesto scusa in aula ai familiari della giornalista: “Si possono dire tante parole, ma so che non diventa meno doloroso, sia per la famiglia della Politkovskaya sia per la mia”, ha detto. Dopo aver sentito l’ultima parola dell’accusato, il giudice Alexander Zamashnyuk si è ritirato in camera di consiglio per la sentenza. Per l’accusa, Pavlyuchenkov faceva parte di un gruppo responsabile dell’omicidio. L’organizzatore del delitto sarebbe il ceceno Lom-Ali Gaitukayev: Pavlyuchenkov doveva localizzare e sorvegliare quotidianamente la vittima, mentre lui avrebbe creato, nel 2006, un gruppo organizzato, che comprendeva altri imputati, così come l’ufficiale di polizia Pavlyuchenkov. L’arma venne lasciata sulla scena del crimine. Dopo di che, l’esecutore materiale fuggì. Il 19 febbraio 2009, un primo processo si era chiuso con l’assoluzione dei tre fratelli ceceni Makhmudov dall’accusa di aver eseguito l’omicidio. Dopo il ricorso dei familiari di Anna e della stessa pubblica accusa, l’inchiesta contro i tre sospetti killer è stata riaperta: nel maggio 2011 Rustam Makhmudov è stato arrestato. Il 23 agosto è finito in carcere anche il colonnello Pavlychenkov, già testimone chiave nel primo processo: inizialmente accusato di aver organizzato l’omicidio.

NESSUN MANDANTE – A rendere ancora più drammatica la morte della giornalista e la vicenda processuale che ne è seguita è il fatto che, dopo tanti anni di inchieste e incartamenti, nessun mandante sia stato individuato. Nel frattempo si sono ripetuti gli attacchi contro i difensori dei diritti umani, gli attivisti della società civile e i giornalisti. Come la collega della Politkovskaya, Anastasia Baburova, uccisa nel centro di Mosca il 19 gennaio 2009 insieme all’avvocato e difensore dei diritti umani Stanislav Markelov.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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