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Opinioni e commenti
 

Grillo, i militanti lo accusano: parla come Mussolini. Lui con un tweet caccia Salsi e Favia
Pubblicato il 12-12-2012


Dalle parole poco rispettose ai fatti, ancora meno garbati per forma e contenuto. Con un tweet sul suo blog, Grillo dà il ben servito a Federica Salsi e Giovanni Favia. Per la serie chi dissente dal leader maximo è fuori dal Movimento 5 Stelle, alla faccia della democrazia dal basso tanto millantata. “A Federica Salsi e Giovanni Favia – si legge sul blog di Grillo – è ritirato l’utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri”. Federica Salsi, consigliera comunale di Bologna, si era scontrata con Grillo per aver partecipato alla trasmissione televisiva Ballarò, mentre Giovanni Favia, consigliere dell’Emilia-romagna, in un fuori onda a Piazza pulita attaccò la gestione del movimento e Gianroberto Casaleggio. Non si fermano dunque le polemiche che accompagnano le “parlamentarie” del Movimento 5 Stelle. Ad oggi, infatti, alla faccia della trasparenza e della democrazia, non si conosce ancora né il numero dei votanti, né degli iscritti e tanto meno il numero di voti ottenuti da ciascun candidato. Per questo un gruppo di grillini ha deciso di lanciare, tramite Facebook, una sorta di censimento, un computo per cercare di capirci qualcosa. La tecnica utilizzata dai “cybergrillini” prevede il calcolo dei voti totali registrati nelle singole circoscrizioni da dividere poi per tre, perché tre erano le preferenze che ciascun elettore poteva esprimere. Così si dovrebbe ottenere il numero totale dei votanti.

UN RISULTATO DELUDENTE – Gli attivisti del 5 stelle promotori dell’iniziativa sono ancora a lavoro in queste ore, ma i primi risultati parlano di un tasso di partecipazione davvero deludente. Il calcolo effettuato su circa il 75% dei dati disponibili, infatti, ovvero 22 su 31 circoscrizioni, parla di un numero di votanti che appena supera i 16mila. Certo mancano ancora all’appello alcune importanti regioni, come La Lombardia, ma sembra proprio che il trend registrato fino ad ora dal computo non possa andare incontro a grandi stravolgimenti: si pensa che il numero totale dei votanti dovrebbe aggirarsi intorno alle 25mila unità.

IL “CLUB” DEI BOLOGNESI – L’iniziativa è partita ad opera di un gruppo di militanti grillini di Bologna che ha dato vita al gruppo Facebook “Solo 5 Stelle”, al quale hanno aderito rapidamente affiliati del movimento dai quattro angoli d’Italia. L’idea è di scrutinare le procedure e le metodologie di gestione della tanto auspicata democrazia diretta che Grillo e Casaleggio impongono alla base del movimento e che si starebbero, secondo l’opinione dei militanti, allontanando «dai valori originari del M5S».

GRILLO CON L’ASCIA DI GUERRA – In risposta alle critiche e alle iniziative dei militanti, il leader Grillo impugna l’ascia di guerra e alza la voce lanciando un video al vetriolo sul suo blog. Il comico genovese, infatti attacca duro: «A chi dice che non c’è stata democrazia perché i voti sono stati pochi io faccio una domanda: quanti voti ha preso ognuno dei mille parlamentari oggi in Parlamento? Chi ha deciso di quella gente lì? Ve lo dico io: 5 segretari di partito. Non venite a rompermi i coglioni (a me!) sulla democrazia. Se c’è qualcuno che reputa che io non sia democratico o che Casaleggio si tenga i soldi, che io sia disonesto, allora prende e va fuori dalle palle. Se ne va. Se ne va dal Movimento». Per Grillo, infatti, si tratta di affrontare una vera e propria guerra:«Siamo in una guerra. Siamo con l’elmetto, così come siamo partiti. Chi è dentro il Movimento e non condivide questi significati e fa domande su domande e si pone problemi della democrazia del Movimento va fuori! Va fuori dal Movimento. Non lo obbliga nessuno. E andranno fuori».

AI GRILLINI NON PIACE LA DITTATURA – Insomma ai grillini sembrano proprio non starci a rinunciare ai propri principi di democrazia. Per l’attivista Serenella Spalla, fondatrice del gruppo di conteggio dei voti, infatti, «Tre anni fa all’interno del M5S la democrazia era lo scopo, non era in discussione. Ora le cose stanno deviando dal discorso originario». Così la militante commenta la reazione di Grillo alle critiche sull’attuale situazione “democratica” del Movimento che si appresta a correre per le politiche nazionali, aggiungendo che «Se buttano fuori dal movimento chi li contesta, sono loro stessi a tradire lo statuto originario. Non possono ignorare la maggior parte degli attivisti se dicono che questi sistemi non stanno loro bene». Insomma, in chiusura, la militante delusa afferma di non sapere se voterà il leader: «Non so se voterò Grillo, sono per la democrazia non per chi dà gli ordini. Il Pd e il Pdl hanno deluso, ma questo Movimento non sta facendo meglio, ci sarà molto astensionismo».

IL PARAGONE CON MUSSOLINI E HITLER – E scorrendo la pagina del gruppo Facebook non mancano paragoni pesanti tra Grillo e bel altri leader protagonisti di pezzi oscuri della storia non solo del nostro Paese.  In uno dei tanti post, che rimanda ad un link di un video Youtube di un discorso di Hitler, si legge: «Onestamente non si può fare un paragone che non sia esagerato con quello che accadde quasi 80 anni fa. Ma è sempre bene non dimenticare in che cosa si sbagliò. Anche allora si parlava di battaglia/guerra, di un sistema che andava cambiato, della necessità di credere assolutamente in un progetto senza farsi troppe domande». E tra i critici spunta anche un accusa di plagio rispetto al famoso “discorso del bivacco”, di mussoliniana memoria.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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