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Opinioni e commenti
 

Ilva, no del gip al dissequestro mentre il governo mette a punto il decreto
Pubblicato il 01-12-2012


Ormai sembra un braccio di ferro. È arrivato il no del gip di Taranto, Patrizia Todisco, all’istanza di dissequestro degli impianti dell’area a caldo dell’Ilva presentata, alla Procura di Taranto, dal presidente Bruno Ferrante. La decisione arriva nonostante l’allarme lanciato dai vertici dell’azienda circa il rischio di blocco totale dell’attività produttiva che metterebbe a rischio non solo i posti di lavoro dei 12000 lavoratori delle acciaierie di Taranto a cui si sommano i 3000 dell’indotto, e quelli degli gli altri impianti dislocati sul territorio nazionale. Di fronte alla decisione della Todisco, i legali dell’azienda hanno proposto il ricorso al Riesame. L’ordinanza del gip tarantino aveva disposto il sequestro di tutto l’acciaio prodotto nei 4 mesi in cui il Siderurgico non ha avuto la facoltà d’uso degli impianti. Sul fronte delle indagini, invece, La Procura ha dato parere negativo alla richiesta di revoca degli arresti per Girolamo Archinà, l’ex responsabile delle pubbliche relazioni dell’Ilva arrestato lunedì per associazione a delinquere e disastro ambientale.

RITROVATO IL CORPO DEL GIOVANE GRUISTA – Intanto, mentre la battaglia per il futuro dell’Ilva si gioca tra i tribunali e i palazzi del governo, è arrivata la notizia del ritrovamento del corpo di Francesco Zaccaria, l’operaio di 29 anni, originario della frazione di Talsano, disperso durante la tromba d’aria che si era abbattuta sullo stabilimento nei giorni scorsi. Il corpo del giovane tarantino era rimasto intrappolato nella cabina di controllo della gru sprofondata in mare a 23 metri di profondità. Condoglianze per la morte di Zaccaria sono arrivate anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, in una comunicazione al Prefetto di Taranto, ha chiesto di esprimere «la sua commossa partecipazione al dolore della famiglia e la solidale vicinanza ai lavoratori dell’Ilva». La Procura ha aperto un’inchiesta sulla morte del giovane lavoratore.

LA RIUNIONE AL CONSIGLIO DEI MINISTRI, IL DECRETO AIA – Mentre giungeva la notizia del ritrovamento del cadavere del giovane gruista, ieri, a Roma, iniziava la riunione del Consiglio dei ministri, che si è conclusa, dopo molte ore, con il via libera per il decreto legge che consentirebbe alle acciaierie joniche di riavviare la produzione. Secondo quanto afferma il governo, il provvedimento mira a «conciliare la tutela dell’occupazione e dell’ambiente e il rispetto della magistratura». La riunione è durata molte ore per il continuo aggiustamento delle bozze del decreto che mirerebbe a scongiurare «l’impatto negativo sull’economia stimato in otto miliardi di euro annui», secondo quanto ha affermato il primo ministro Monti. L’escamotage ruota intorno alla possibilità di dare forza di legge all’Autorizzazione integrata ambientale, permettendo così la ripresa dell’attività produttiva e commerciale dell’Ilva, e sospendendo, de facto, i provvedimenti di sequestro del gip che diventerebbero incompatibili con l’Aia stessa. Nel decreto è anche prevista l’introduzione di una “figura di garanzia”,  non un commissario ma una sorta di “garante” che abbia il compito di vigilare sull’applicazione delle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale.

IL MINISTRO CLINI – «Sappiamo che, per essere risanato, quel sito deve continuare ad essere gestito industrialmente. I Riva hanno detto che sono ponti a farlo. Il piano degli interventi prevede parchi minerari, altiforni, batterie delle cokerie. Se non si fa questo, è la nostra posizione, non si può continuare a gestire gli impianti. Se i Riva non sono in grado dobbiamo farci carico noi con un intervento che consenta di garantire la continuità produttiva ed il risanamento». È quanto ha affermato il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, intervenendo sulla questione Ilva. Con le sue affermazioni il ministro ha aperto dunque la porta  alla possibilità che il governo si assuma direttamente tutte le responsabilità degli impianti nel caso in cui la famiglia Riva si rifiutasse di far fronte alle prescrizioni Aia. Clini, ribadendo la propria estraneità al rilascio della vecchia Aia, ha anche aggiunto che le misure messe in cantiere dal governo non sarebbero «in conflitto con la magistratura, perché stiamo applicando puntualmente la legge» pensata con «gli stessi obiettivi, e gran parte delle stesse misure, indicate dal gip a luglio».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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