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Opinioni e commenti
 

Intervista all’avvocato Giulia Bongiorno sulle “Liste pulite”: «Auspico un approccio più rigoroso nella selezione dei candidati»
Pubblicato il 20-12-2012


Dopo il sì del Senato è giunto anche il placet dalle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio che hanno approvato ieri e all’unanimità il parere sul cosiddetto decreto attuativo “liste pulite”, relativo all’incandidabilità e al divieto di ricoprire cariche elettive e di governo per i condannati in via definitiva. E’ ancora incerto se, nella giornata di oggi, si riunirà il consiglio dei ministri per dare il via libero definitivo al Dl che renderà operativo il decreto per le prossime elezioni politiche. Il parere favorevole delle due commissioni della Camera contiene undici osservazioni e nessuna condizione. «Molto bene» è stato il commento di soddisfazione del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, mentre il Guardasigilli Paola Severino ha reso noto che il governo è pronto «ad intervenire subito con un consiglio dei ministri straordinario, anche a Camere sciolte, per definire il testo». In un’intervista esclusiva all’Avanti! Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera e noto avvocato, ha espresso la sua soddisfazione anche se «il provvedimento è piuttosto fiacco».

Avvocato Bongiorno, al cosiddetto decreto “liste pulite” manca solo il via libero definitivo del consiglio dei ministri. Cosa ne pensa?

Sono molto soddisfatta che le Commissioni, quella che presiedo io e la prima (Affari costituzionali), siano riuscite ad esprimere questo parere tempestivamente, visto che il Pdl remava contro. Ma voglio essere chiara: il provvedimento è piuttosto fiacco. Auspico che i partiti e i gruppi siano più rigorosi nella selezione dei candidati, che vadano oltre le regole inserite nel decreto.

Perché lo definisce un provvedimento fiacco?

Vi sono una serie di passaggi di questo decreto che, a mio parere, sono deboli. Ad esempio: il patteggiamento è una causa ostativa solo ed esclusivamente per il futuro, mentre il patteggiamento relativo al passato non è causa ostativa. Anche nella selezione dei reati si poteva essere più rigorosi. Secondo me il problema è a monte: sono gli stessi gruppi e i partiti che stanno facendo le liste, a dover fare analisi che prescindano dalle leggi. Insomma delle considerazioni più rigorose.

Il Pdl ha remato contro questo provvedimento?

Oggi hanno negato, ma in realtà lo hanno fatto. In questi anni la Lega ha sempre dato supporto al Pdl ed è per questo che in Commissione giustizia passavano i provvedimenti. Oggi la Lega sta assumendo un atteggiamento più autonomo.

Un motivo, anche questo, che ha allontanato voi di Fli dal Pdl?

Esattamente. Purtroppo la logica del Popolo delle libertà ha visto dare priorità prima a leggi ad personam, poi a norme come quella per la cancellazione delle intercettazioni. Ed io ho sempre contestato questo modo di vedere la giustizia.

Silvia Sequi

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