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Opinioni e commenti
 

Legge stabilità, slittato a questa mattina il via libera della Camera. Il Pd al centrodestra: «Volete allungare la legislatura»
Pubblicato il 19-12-2012


Tra annunci di imminenti dimissioni, presunte candidature, liste da presentare e alleanze da stringere, in vista delle prossime elezioni politiche, la legge di stabilità non ha ancora concluso il suo iter parlamentare. È infatti rimandato a questa mattina il placet di Palazzo Madama: il testo, fino a ieri pomeriggio, era ancora in Commissione Bilancio della Camera che ne esaminava gli emendamenti. Lo slittamento a oggi ha provocato uno scontro tra Pd e Pdl, in particolare tra i capigruppo dei due partiti a Montecitorio. Nel frattempo è stato raggiunto un accordo sulle risorse previste per i Comuni: sono stati infatti trovati ulteriori 150 milioni di euro.

IL DISEGNO DI LEGGE STABILITÀ – Sul disegno di legge stabilità l’esecutivo ha posto la fiducia, come ha fatto alla Camera in terza lettura. Questa volta però non ci sarà il consueto decreto legge mille-proroghe di fine anno; secondo quanto si apprende dal governo, le proroghe saranno inserite nella legge di stabilità.

FRANCESCHINI (PD), ATTEGGIAMENTO DILATORIO DEL PDL – Il capogruppo dei democratici alla Camera, Dario Franceschini ha definito «dilatorio» l’atteggiamento del Pdl che «punta ad allungare la durata della legislatura, anche se di qualche giorno, andando contro il percorso indicato dal presidente della Repubblica». Franceschini ha poi confermato che il Pd si impegnerà «ad approvare i decreti nei tempi annunciati», dunque entro questa settimana.

CICCHITTO (PDL), TESTO LEGGE DA ESAMINARE CON DELICATEZZA – Secondo il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto la motivazione del rinvio è legata al fatto che il «testo è cambiato troppe volte» e che l’intenzione del partito è quella di «prendere tutto il tempo necessario per esaminare bene il provvedimento e prestare la giusta attenzione a un provvedimento complesso quale la legge di stabilità». Cicchitto ha poi aggiunto che anche il decreto legge sulla raccolta delle firme per le prossime elezioni «è di singolare delicatezza» dunque «non può essere esaminato a Camere sciolte».

AI COMUNI 150 MILIONI DI EURO IN PIÙ – Oltre allo slittamento del testo sulla legge di stabilità, la seduta di ieri alla Camera ha visto l’intesa raggiunta sulle ulteriori risorse da destinare ai comuni, pari a 150 milioni di euro. Lo scopo è quello di ridurre i tagli: in tal modo si passerebbe infatti da 250 a 400 milioni, prevedendo l’incremento per il prossimo anno della dotazione del fondo di solidarietà comunale. «C’è grande soddisfazione per il risultato raggiunto, frutto di un’intesa fra le forze di maggioranza, l’Anci (l’Associazione nazionale dei comuni Italiani, ndr) e il governo» ha reso noto Giovanni Legnini del Pd, uno dei relatori alla legge di stabilità.

Silvia Sequi

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