sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

LEGISLATURA VERSO LA CONCLUSIONE: COLPI DI CODA PDL, SPUNTA IL “SALVA-FIRME” E SI BLOCCA IL DDL INCANDIDABILITA’
Pubblicato il 21-12-2012


In questi anni si è stati abituati a ogni tipo di decreto “salva-qualcosa”: “salva-Ruby”, “salva-Ilva”, “salva-Enti”, sono solo alcuni tra i nomi più recenti passati alla ribalta delle cronache. Alla fine del 2012, dopo un anno politico convulso, non poteva mancare anche un decreto “Salva-firme”, detto anche “Salva-Larussa”. Il governo ha, infatti, varato un nuovo decreto, attualmente al vaglio della Camera, che mira a dimezzare il numero delle firme necessarie per poter presentare alle elezioni un movimento che non sia già presente in Parlamento. Una proposta che viene da più parti letta come una sorta di “Salva-Centrodestra nazionale”, cioè la nuova lista formata da Iganzio La Russa e da altri fuoriusciti del Pdl. Il decreto è stato giustificato con le esigenze dettate dai tempi stretti.

FRANCESCHINI (PD) INDIGNATO, OSTRUZIONISMO A OLTRANZA – Dura la reazione di Dario Franceschini, presidente dei deputati del Pd. «L’ultima vergogna. Nell’ultimo giorno di legislatura stiamo assistendo ad un colpo di mano che dovrebbe portare, chi ha dato parere favorevole, a vergognarsi nel guardarsi allo specchio. Nel comitato dei nove della commissione Affari Costituzionali, Pdl, Lega, Fli e Udc hanno votato a favore di una norma che prevede che chi costituisce un gruppo parlamentare entro stasera non raccolga le firme per le prossime elezioni. Tutto per preparare l’operazione interna al Pdl, con la scissione di La Russa». Franceschini si è detto allarmato perché «se entro stasera i gruppi parlamentari che nascono sono più di uno che livello di follia si raggiunge?». L’esponente del Pd ha anche precisato: «Abbiamo iscritto a parlare immediatamente tutti i deputati e il nostro relatore ha già rassegnato le dimissioni. Naturalmente garantiremo l’approvazione della legge di stabilità ma il decreto taglia firme così emendato non passerà e mi aspetto che i leader dei partiti i cui gruppi hanno dato parere favorevole alla norma dicano se la condividono oppure no».

DDL STABILITA’ VERSO L’OK, MA SI BLOCCA NORMA SU INCANDIDABILITA’ – Intanto, mentre il Ddl Stabilità è passato in Senato e si appresta all’approvazione, nel pomeriggio, alla Camera, il Consiglio dei Ministri non ha potuto procedere all’approvazione del decreto legislativo in materia di incandidabilità. La ragione è che non sono pervenuti tutti i prescritti pareri parlamentari. «Non abbiamo ricevuto i pareri della Commissione Bilancio – ha spiegato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri – fino ad allora non possiamo fare nulla». Secondo quanto ha fatto sapere Antonio Azzollini, presidente della Commissione Bilancio, ci sono dubbi circa la copertura della norma.

PDL CERCA DI ABBASSARE MARGINI INCANDIDABILITA’, MA RISCHIA DI SALTARE TUTTO – La ragione dell’empasse sarebbe da ricercarsi nelle manovre del Pdl che starebbe cercando di trattare per ammorbidire le norme previste. Il testo al vaglio prevedrebbe, infatti, l’interdizione dalla candidabilità per 5 anni per tutti coloro che sono stati condannati a una pena di almeno 2 anni, mentre i pidiellini vorrebbero abbassare questa soglia. Trattative o meno, l’approvazione della norma rimane a rischio visti i tempi stretti di vita di questa Legislatura che orma si avvia alle sue ultime ore.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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