mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

L’intervista – Anna Finocchiaro (Pd) fa il punto sull’Ilva e sulla sua candidatura a Taranto
Pubblicato il 29-12-2012


“L’accusa di ‘assassina’ mi ha ferito molto…Taranto è una città esasperata, l’avamposto di un Sud in pericolo. Sempre più lacerato dalla modernità dei conflitti”. Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, rivendica la propria storia: “Vengo da Priolo, conosco molto bene i dissidi che si schiudono dinanzi al binomio lavoro-salute. E’ il dramma della nostra epoca quello di riuscire a tenere assieme, portare a sintesi diritti egualmente importanti”. L’Avanti! ha fatto il punto con la capogruppo Finocchiaro sulla spinosa questione dell’Ilva di Taranto e sulla sua candidatura nella città pugliese.

Finocchiaro il decreto salva Ilva, in realtà, supera questa antinomia. Persegue un’idea precisa: ancor prima della salute, è importante proteggere il lavoro. La sinistra, soprattutto quella di stampo riformista, si candida a governare il Paese con queste credenziali?

La sinistra paga i ritardi accumulati negli ultimi venti anni. Non si governa un Paese, complesso ed articolato come il nostro, senza il varo di precise e robuste politiche industriali. Il decreto Ilva segna un primo passo verso questa direzione.

Verso quale direzione?

La legge appena varata caldeggia l’idea che si possa produrre senza danneggiare la salute degli operai e delle popolazioni residenti. Per la prima volta, nella nostra legislazione si contempla il reato di danno sanitario. E, poi, è previsto l’esproprio degli impianti qualora i Riva non dovessero rispettare gli impegni assunti con la nuova Aia. Misure innovative in grado di traguardare approdi dalla valenza etica nella realizzazione dei processi industriali.

In una città dove si muore di cancro più che in qualsiasi altro posto d’Italia, fa un certo effetto sentire parlare di approdi etici nella ricerca del profitto.

E se avessimo chiuso l’Ilva, cosa avremmo concluso? Prenda Bagnoli: aspettano ancora, dopo quasi trent’anni, la bonifica del sito. E sa perché le bonifiche non si sono più realizzate? Perché quella fabbrica è chiusa, non interessa a nessuno. E’ un vuoto a perdere. Vogliamo che Taranto ripercorra l’esperienza di Bagnoli?

Le primarie sono uno strumento di democrazia partecipata al pari di candidature, come la sua, calate dall’alto?

Il Pd di Puglia mi ha chiesto di candidarmi qui a Taranto. Non me la sono sentita di rifiutare. Sono una vecchia militante cosa posso farci. Per la storia dalla quale provengo le scelte personali non possono che uniformarsi alle indicazioni del partito.

In ultimo, quando un governo socialista è in grado di differenziarsi rispetto ad un esecutivo conservatore?

Quando pone al centro della propria strategia politica il tema del lavoro. Non c’è sinistra se avanza la precarietà e si lede la dignità dell’uomo.

Vincenzo Carriero

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Commenti all'articolo
  1. L’intervista alla finocchiaro rivela una povertà culturale spaventosa di questa donna che indaffarata all’IKEA non trova il tempo per leggere i giornali ….e vuole essere votata!? Se mi ricordo bene i miei concittadini tarantini in pectore (sono lontano) non sono dei fessi.

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