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Opinioni e commenti
 

L’intervista – Il segretario Psi, Riccardo Nencini: «Per un’Italia libera e civile»
Pubblicato il 01-12-2012


“Il garibaldinismo sarà solo uno degli ingredienti che i socialisti riporteranno nelle aule parlamentari: diritti civili, merito e laicità queste saranno le nostre battaglie politiche. Perché noi siamo per un’Italia libera e civile”. Con queste parole il segretario del Partito Socialista italiano Riccardo Nencini, spiega all’Avanti! la sfida politica che i socialisti si sono assunti in questi anni e che li attende una volta rientrati in Parlamento, e partecipando al convegno organizzato dal partito ieri pomeriggio ad Udine, dal titolo “La lunga stagione dei diritti umani”, nel nome di Loris Fortuna e Beppino Englaro. All’incontro, che si è svolto presso la sala Aiace di Piazza della Libertà, sono intervenuti insieme al segretario Nencini anche: Mauro del Bue, della segreteria nazionale del Psi; Bobo Craxi, responsabile esteri del Psi; Andrea Castiglione, segretario regionale Psi per il Friuli Venezia Giulia.

In ogni caso la sfida politica dei socialisti riguarda le battaglie di civiltà?

Certamente, a partire dal merito, che va coniugato con altre due parole: dignità ed uguaglianza. E’ arrivato il momento di disseminare norme e nuove leggi che riguardano il mondo della scuola, ma anche il mondo della conoscenza. Dobbiamo fare in modo che i nostri giovani abbiano tutti le stesse possibilità.

Ma nello specifico, cosa s’intende per ‘merito’?

Innanzitutto il merito va declinato a “sinistra”. Per fare un esempio, chi ha già uno studio professionale avviato è più avvantaggiato rispetto ad un semplice studente che vuole, da solo con le proprie forze, intraprendere una carriera professionale specialistica. In tanti ereditano le attività professionali dei propri genitori, perché si ritrovano non soltanto uno studio già avviato, ma anche una dichiarazione dei redditi consistente.

Ma una volta rientrati in Parlamento, quale sarà la prima vera battaglia socialista?

Nel primo giorno del prossimo Parlamento presenteremo un disegno di legge di modifica dell’art. 1 della Costituzione, all’interno del quale dovrà essere inserita la parola: laica. Questo per noi è di fondamentale importanza, basti pensare agli eventi degli ultimi giorni, come il ricorso alla Corte europea sulla procreazione assistita. Penso anche al blitz del governo che ha alleggerito l’Imu per gli immobili della Chiesa, un colpo di coda che lede i diritti umani e la prova chiara della dipendenza dell’esecutivo dalle gerarchie ecclesiastiche.

Quali altre battaglie porterete avanti?

Sono tante e diverse: a partire dalla cittadinanza ai bambini immigrati, passando per il divorzio breve, fino a continuare con l’accelerazione delle adozioni, a norme più forti sull’omofobia, ad un diritto di famiglia rinnovato, dove diventi possibile declinare la parola “famiglia” nelle sue diverse accezioni. Noi parliamo di “laicità”, ma forse sarebbe meglio utilizzare le parole: libertà e civiltà.

Ieri ad Udine è partita anche una nuova campagna socialista. Di cosa si tratta?

Si chiama “Libera l’Italia. Arruolati”. Dalla città di Loris Fortuna partirà un appello alle donne e agli uomini liberi, affinché vengano a sporcarsi le mani nella casa liberalsocialista. E un invito ad affiancarsi ai socialisti per riprendere le battaglie sui diritti civili, affossate nell’ultimo ventennio. In particolare, terremo all’inizio del prossimo anno delle “Primarie delle Idee”, per chiedere agli italiani cosa pensino, appunto, di temi fondamentali come questi.

Va poi ricordato che un impegno politico il Psi lo ha preso con la Carta d’Intenti.

Certo, noi del Psi abbiamo siglato un patto ben preciso con gli italiani firmando la Carta d’Intenti con il Partito Democratico e Sel. Un accordo sottoscritto tra partiti liberi e indipendenti.

Un ultima battuta, qual è stato l’apporto che i socialisti hanno dato e che daranno in occasione del ballottaggio in favore di Bersani come loro candidato alle primarie?

Credo che lo sforzo compiuto dal Partito socialista sia evidente e l’apporto determinante, sia in termini di partecipazione che di consenso. In particolare, il contributo che i socialisti hanno dato a Pier Luigi Bersani sono gli oltre 700 comitati costituiti a sostegno del nostro candidato, e grazie ai quali siamo riusciti a portare tra le 110 e le 120 mila preiscrizioni, che hanno sicuramente spostato gli equilibri della competizione a favore del segretario del Pd. E questo è stato possibile grazie all’impegno di migliaia e migliaia di nostri militanti, nei confronti dei quali rinnovo il nostro appello per sostenere Bersani.

Giampiero Marrazzo

Giampiero Marrazzo

@giamarrazzo

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Commenti all'articolo
  1. Caro Riccardo, purtroppo la strada da te intrappresa, almeno fin da quando ti conobbi, e quella di confluire sotto l’ala del “grande fratello”. Puoi certamente parlare di Loris Fortuna (Beppino Englaro è un’invenzione dei tempi nostri), ma non portare questo grande personaggio, come dote al PD, partito dogmatico (cattocomunismo è un eufemismo!), quando nessuna affinità elettiva lo può legare. Loris era un liberal-radical-socialista, come ben sai e tu uomo letterato sai benissimo che non può confondersi con storie che a ciò sono sempre state nemiche.
    Per curiosità: a quando la confluenza nel PD; al prossimo congresso?

  2. Le battaglie per la libertà di oggi si collegano alle nostre di ieri. Il richiamo allo spessore del nostro pensiero sono le basi per guardare al foturo:non vorrei che, tutto ciò fosse scambiato per la nostalgia del passato.

  3. Condivido le risposte date da Nencini nell’intervista. Per portare avanti quel tipo di Politiche occorre più visibilità sui media. Non riesco comprendere come mai,ne il Segretario ne altri compagni della segreteria,non siano coinvolti nei dibattiti quotidiani nelle televisioni statali e private. Ci vuole più grinta!

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