mercoledì, 25 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Malasanità lombarda: perquisite cliniche e Pirellone. Formigoni, non so nulla
Pubblicato il 18-12-2012


“Non ne so assolutamente nulla”. Taglia corto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sulla nuova inchiesta che ha colpito la sanità lombarda. Nell’ambito dell’indagine sono state effettuate ieri delle perquisizioni negli uffici dell’assessorato regionale alla Sanità e tra gli indagati c’è il dg Carlo Lucchina. Altri accertamenti riguarderebbero le attività mediche nate con l’acquisizione della clinica ‘La Quiete’, successivamente rivenduta. Da questi accertamenti sarebbero poi emerse le presunte intermediazioni da parte di esponenti politici tra imprenditori e Regione Lombardia per gli accreditamenti sanitari.

LE IPOTESI DI REATO – Gli inquirenti infatti ipotizzano i reati di corruzione e concussione, commessi da imprenditori che gestiscono case di cura a Varese e provincia, finalizzati all’ottenimento di convenzioni con la Regione Lombardia per l’esercizio dell’attività sanitaria. Tra gli indagati, oltre ai vertici della sanità lombarda, consulenti e persone di fiducia di riferimento di politici che intermediavano tra le cliniche private e l’ente locale, oltre che gli amministratori di fatto delle cliniche interessate.

GLI INDAGATI – Tra gli indagati, oltre al Direttore generale dell’assessorato regionale alla Sanità, Carlo Lucchina, e al Presidente della Commissione Sanità in Senato, Antonio Tommasini (Pdl), ci sarebbe anche l’imprenditore Sandro Polita, pure varesino. Un altro nome che spunta dalle indiscrezioni è quello dell’imprenditore Antonio De Feo che tuttavia non sarebbe indagato pur essendo la Guardia di Finanza andata ad acquisire documentazioni nei suoi uffici di via Dazio Vecchio. Ex esponente politico della Democrazia Cristiana, De Feo da alcuni anni è attivo nell’imprenditoria sanitaria privata. Tommasini, assistito dall’avvocato Corso, si dice “estremamente sereno” e di aver appreso dalla stampa di essere indagato. “Attendo con fiducia di essere sentito al più presto dal magistrato per chiarire la mia posizione e dimostrare la mia estraneità a qualunque presunto illecito”.

Silvia Sequi

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