mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

“Memorie dal Bagaglino”, diario intimo di un anarchico di destra forse un po’ di sinistra
Pubblicato il 05-12-2012


Nella sua ultima fatica, questa volta editoriale, “Memorie dal Bagaglino. Diario intimo di un cabaret” (Mursia editore), Pingitore, da bravo giornalista, autore, artista, con un colpo solo riesce a raccontare tante storie in una, la propria, quella di una compagnia teatrale che ha segnato il passo della satira politica in Italia, quella di personaggi intramontabili e inimitabili come Gabriella Ferri e Oreste Lionello, quella di una Roma che non esiste più, con i suoi colori, odori e sapori veraci e irriverenti, quella di una situazione italiana già tutta prevista anni prima dalle sue battute dissacranti. Perché sia ben chiaro che per sbeffeggiare impunemente per più di quarant’anni la politica italiana, senza risparmiare colpi sia a destra che a sinistra, senza alcun condizionamento, è necessaria una conoscenza della storia così profonda da superare spesso quella sfoderata da chi oggi siede ai posti di comando.

Il libro è anche la storia di un gruppo di amici, anticonvenzionali e goliardici, che hanno scelto di rinunciare alle sicurezze di un posto fisso per rincorrere le proprie passioni. Un’avventura iniziata nel lontano 1965, in uno scantinato di via di Panìco a Roma, che ha fatto la fortuna di tanti giovani comici, primedonne, ballerini, che negli anni si sono trasformati in una grande famiglia pronta a riunirsi appena se ne crei l’occasione. Chi ha avuto il privilegio di lavorare con Pingitore, infatti, ne ha conosciuto la severità, la determinazione e il determinismo, ma, al contempo, l’eleganza, la gentilezza e la signorilità. Un collante raro in un mondo, quello dello spettacolo, spesso caratterizzato da invidie, gelosie e protagonismi. “Memorie dal Bagaglino” permette, anche a chi non è potuto esserci, di sbirciare un po’ dietro le quinte di quel mondo apparentemente fatto solo di paillettes e frivolezze. In realtà di tanto sudore e sacrificio di talenti come Leo Gullotta, Maurizio Martufello, Manlio Dovì, Gianluca Ramazzotti, Mario Zamma, Jean Michele Danquin, solo per fare degli esempi.

Un libro scritto come una chiacchierata tra amici, a braccetto con Pamela Prati, Pippo Franco, Valeria Marini, che parla di un sogno. “La Costituzione ti garantisce tutte le libertà, la burocrazia te le leva tutte”, ha sempre sostenuto Pingitore, che a dispetto di tutto e di tutti, quel sogno lo ha realizzato. Mi auguro che Pierfrancesco, detto Ninni, Pingitore mi perdoni il titolo, ma quando la storia di una vita, personale e professionale, è intrisa di coraggio, audacia, leggerezza e profondità insieme, quando insomma anarchia fa rima con libertà, è difficile ridurla a una categoria politica. Diventa un bene comune. E che abbia fatto film, teatro o libri, Pingitore ci ha sempre regalato un pezzo della nostra storia, vista da quella sua strana ottica, forse di anarchico di destra come lui rivendica orgogliosamente, ma più probabilmente di chi è riuscito a osservare la vita per quello che in realtà è: imperfetta, grottesca, piena di umane fragilità.

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Commenti all'articolo
  1. Il Bagaglino certamente ha divertito molti e Pingitore certamente vi ha svolto la sua parte e questo è comprensibile, meno è la definizione che da di se stesso quale anarchico di destra: Caro Pingitore si è anarchici e basta, secondo l’intendere comune la tua suona come una dicotomia:
    Faber insegna.
    Un caro saluto

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