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Opinioni e commenti
 

MONTI SALE AL QUIRINALE E DA’ LE DIMISSIONI “IRREVOCABILI” AL CAPO DELLO STATO
Pubblicato il 21-12-2012


Il Professore si è dimesso. Mario Monti è salito al Colle in serata per rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, dopo aver presieduto il suo ultimo Consiglio dei ministri. Essendosi concluso l’iter parlamentare di esame e di approvazione della legge di stabilità e del bilancio di previsione dello Stato, Monti ha rassegnato le dimissioni del governo da lui presieduto, già preannunciate come irrevocabili. Il Presidente della Repubblica ha preso atto delle dimissioni e ha invitato il governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Il Capo dello Stato consulterà oggi i Presidenti dei gruppi parlamentari.

L’ULTIMO CDM DI MONTI – All’ordine del giorno dell’ultimo Cdm di Monti il decreto legislativo sulle “liste pulite”, il decreto legge che proroga le missioni internazionali, mentre all’ultimo punto figurano le “comunicazioni del presidente del Consiglio”. Al termine del Cdm: “Il Presidente del consiglio – si legge nella nota di palazzo Chigi – ha comunicato la propria intenzione di recarsi dal Presidente della Repubblica per rassegnare nelle sue mani le dimissioni del Governo appena finito il Consiglio dei Ministri. Il Consiglio ne ha preso atto”. Intanto nella giornata di ieri alla Camera è stata approvata la tanto attesa legge di stabilità. Ore di riflessione per il dimissionario presidente del Consiglio, Mario Monti. Dopo avere annunciato al Consiglio dei Ministri le dimissioni che poco dopo ha formalizzato al Quirinale, secondo indiscrezioni, prendono sempre più forza, con grande delusione dei sostenitori della sua discesa in campo (primi fra tutti Casini e Montezemolo), le voci che lo vogliono orientato a mantenere il suo profilo di “riserva della Repubblica”, dunque a non porsi alla guida di uno schieramento terzo rispetto al centrodestra ed al centrosinistra.

IL CALENDARIO DELLA CRISI – Alcuni senatori dissidenti del Pdl, tra cui l’ex presidente del Senato Marcello Pera, hanno chiesto che ci fosse un passaggio formale in Parlamento per le dimissioni del premier dicendo che sarebbe “un’autentica violazione della Costituzione” dimettersi ‘attraverso comunicati stampa. Ma questa strada non sembra proprio percorribile. Il Quirinale, infatti, non sarebbe intenzionato a rimandare il Prof. alle Camere per un voto di sfiducia. Il Capo dello Stato, dopo un giro rapido di consultazioni dovrebbe sciogliere le Camere, probabilmente, si ragiona in ambienti parlamentari, entro la sera di domenica, con un decreto che conterrà anche la convocazione dei comizi elettorali per i quali è previsto un tempo preciso: non prima di 45 giorni dalle elezioni, non oltre i 70. Le liste delle candidature devono essere presentate per legge tra il 35.mo e il 34.mo giorno dalle elezioni che sembrano ormai definitivamente decise per il 24 febbraio. Mentre per i contrassegni la scadenza è dal 44.mo al 42.mo giorno dal voto. La tradizionale conferenza stampa di fine anno di Monti è stata convocata per domani alle 11. Secondo quanto si apprende, dopo una prima parte istituzionale, che potrebbe venire trasmessa in diretta tv, il professore potrebbe cogliere l’occasione per comunicare alla stampa anche il manifesto politico-elettorale di quello che sarà lo schieramento che si rifarà a lui come candidato leader.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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