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Opinioni e commenti
 

Monti “sale” in politica via Twitter e lavora alla “sua” lista, Bersani gli chiede chiarezza
Pubblicato il 26-12-2012


Mario Monti lancia un appello a sostenere la sua Agenda, invitando chiunque voglia sostenerla a “salire” con lui in politica, per rinnovarla e cambiare il Paese. Un annuncio che, di fatto, prelude ad un impegno diretto, in prima persona, nella campagna elettorale e, probabilmente, alla creazione di una lista che guardi soprattutto alla società civile e gli consenta di “controllare” le candidature. Il premier, poche ore prima del richiamo, telefona al capo dello Stato e ai leader della sua (ex) maggioranza – compreso Silvio Berlusconi – e li ringrazia per il sostegno dato nei 13 mesi trascorsi al governo. Poi, la notte di Natale, affida il suo appello – che a molti suona più come un annuncio – al social network Twitter. Scelta che significa un deciso cambio di strategia, anche comunicativa, da parte del professore e del suo staff. “Insieme abbiamo salvato l’Italia dal disastro. Ora va rinnovata la politica. Lamentarsi non serve, spendersi si”.

IL PROFESSORE SCOPRE I SOCIAL NETWORK – “Saliamo” in politica!’, scrive il presidente del Consiglio in un messaggio postato alle 23:31 del 25 dicembre. Qualche minuto dopo, dall’account aperto nelle ore successive alla conferenza stampa di fine anno (@SenatoreMonti), ribadisce: “Insieme …’Saliamo’ in politica! #AgendaMonti agenda-monti.it”.

MONTEZEMOLO E CASINI ALLA RICERCA DI UN RUOLO – Monti ha già incassato il pieno sostegno del ‘nuovo centro’, non solo sull’agenda – di fatto un programma elettorale – ma anche sulle modalita’ della ‘salita’ in politica. Montezemolo, Casini, Cesa e Riccardi gli hanno infatti dato carta bianca sul nodo delle liste elettorali. Sarà Monti a decidere se farne una o più d’una. In parole povere affidando al premier la leadership di quello che, secondo molti, sarà un nuovo soggetto politico. E c’è già chi parla dell’imminente creazione di una (o più d’una) ‘fondazione’, con tanto di sede (a Roma) pronta per ospitare anche il comitato elettorale. A questo punto l’ipotesi più probabile è che il professore si ‘impossessi’ della ‘macchina organizzativa’ preparata da Montezemolo. In questo modo potrebbe aggirare l’ostacolo della raccolta firme e della selezione dei candidati. Resta da capire cosa farà Casini. Si dovrebbe tenere in queste ore un nuovo vertice dei ‘centristi’ (Casini, Cesa, Riccardi e Montezemolo) per stabilire come procedere. Monti, ancora a Milano, non ci sarà. Il leader Udc dovrà scegliere: rinunciare a presentarsi col suo partito per confluire nella ‘lista Monti’, anche se l’attuale legge elettorale consiglierebbe almeno alla Camera strade separate, o conservare la propria identità?

BERSANI FREDDO COL PROF – Intanto i due messaggi notturni con cui il Professore ha ‘cinguettato’ la sua decisione di scendere in politica diventando di fatto un competitor a tutti gli effetti hanno gelato i rapporti già “freddi” tra Monti e Bersani. Una decisione da ‘rispettare’, assicura il segretario del Pd che però poi precisa – rivolgendosi a Casini perché Monti intenda – che è finito il tempo delle “ambiguità” e delle “complicazioni”. Insomma e’ finito il tempo di governi tecnici e strane maggioranze. Anche per questo, spiega Bersani, occorre vedere che farà Monti in concreto, “se sarà al di sopra delle parti o piuttosto da una parte sola”. Il segretario dei democratici rivendica il ruolo del suo partito, “di gran lunga il piu’ grande partito europeista e riformatore in Italia”, con cui tutti dovranno fare i conti. Anche il professore e la sua agenda che, dice Bersani, “ha alcune cose condivisibili, alcune meno e altre da discutere”. Non come quella del Pd che, assicura, “ha più lavoro, più equità e più diritti”. Insomma il Pd “è questo”, spiega Bersani invitando al dialogo chiunque – anche Casini, anche Monti – sia “contro Berlusconi, contro la Lega e contro i populismi”. Una “ricetta” che Bersani vuole vincente nella corsa a Palazzo Chigi tanto da dire di “non temere nessuno” tra i suoi avversari, né Berlusconi, né Grillo e a questo punto, neanche Monti.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Bersani gli chiede chiarezza, ??
    a me sembra che più chiaro di cosi!
    Pochi tentennamenti l’avversario non è Berlusconi ma Monti e il PD stia attento ai suoi popolari , noi salviamoci una nostra presenza parlamentare , la vera battaglia che ,solo noi possiamo vincere o perdere, è nel 2014 o vince il PPE o vince il PSE e il PSE può vincere solo se noi risaliamo la china
    Compagno Maurizio Molinari fed. di Torino

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