mercoledì, 21 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Napoli spara ancora. Dopo l’omicidio di ieri, ancora sangue: ucciso il nipote di un boss
Pubblicato il 07-12-2012


Quando i carabinieri della compagnia di Giugliano lo hanno trovato riverso in una pozza di sangue. Cinque colpi sparati in pieno volto per l’ennesima esecuzione di camorra, un’esecuzione a sangue freddo. Questa volta è successo a Calvizzano, nel nord napoletano, non lontano da Giugliano. I killer sono entrati in azione nei pressi della pizzeria “Da Salvatore”, sulla centrale via della Resistenza, uccidendo il quarantenne Luigi Felaco, nipote di Angelo Nuvoletta, boss di Marano. Quando sono partiti i colpi d’arma da fuoco che hanno freddato l’uomo non erano ancora trascorse 24 ore dall’ultimo attentato avvenuto ieri e consumatosi nel cortile di un asilo mentre i bambini erano in classe.

LA DINAMICA – I sicari hanno affrontato la vittima in strada. Resosi conto di essere finito nel mirino, il quarantenne rimasto ucciso ha provato a rifugiarsi all’interno di un caseificio che si trovava sulla via della Resistenza, ma è stato raggiunto dai suoi assassini che hanno aperto il fuoco. A quel punto Felaco ha, invano, provato a uscire dal locale per sfuggire all’agguato ed è stato finito in strada. Il corpo è rimasto riverso al suolo fino all’arrivo degli investigatori che lo hanno potuto identificare grazie ad alcuni tatuaggi e a una cicatrice perché l’uomo non aveva con sé alcun documento d’identità.

LA VITTIMA Felaco era un pregiudicato. Fu arrestato lo scorso aprile in località Capo Miseno, di fronte all’isola di Procida, mentre stava facendo dei lavori di manutenzione su uno yacht intestato a un prestanome. Prima dell’arresto, il nipote del boss Nuvoletta, aveva trascorso la sua latitanza alle Baleari, sull’isola di Tenerife dove stava per ritornare. Anche questo nuovo delitto, secondo quanto riferiscono fonti investigative, potrebbe rappresentare l’ennesimo episodio di sangue frutto della sanguinosa faida che si sviluppò nell’area nord di Napoli. Gli inquirenti non escludono che possa trattarsi di una risposta agli agguati degli ultimi giorni, ed è anche al vaglio l’ipotesi che possa essere una ritorsione per l’assassinio avvenuto ieri all’interno della scuola materna “Eugenio Montale”.

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