lunedì, 19 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Napolitano, gli immigrati sono una componente essenziale dell’Italia
Pubblicato il 19-12-2012


«Gli immigrati in Italia costituiscono una componente essenziale della popolazione, come forza lavoro e anche fonte di energia vitale per una società che invecchia. L’ostilità nei confronti dell’immigrazione deve perciò essere considerata un rifiuto della realtà, frutto di ingiustificate paure troppo spesso alimentate nel dibattito pubblico». Lo scrive oggi il presidente Napolitano in un messaggio in occasione della Giornata mondiale delle migrazioni, istituita dall’Onu nel 2000. Napolitano coglie, per l’Italia, il significato di questa Giornata, e la specifica attenzione alla questione migrazioni posta dall’Onu ai Governi. Oltre 214 milioni di persone nel mondo, il numero più alto mai registrato, vivono la condizione del migrante, amara da sempre, ma oggi con accentuate e drammatiche difficoltà nei Paesi di destinazione, a causa sia della crisi economica e finanziaria globale, sia di contesti sociali più precari, sia di legislazioni più restrittive che in passato.

LA SINTONIA CON BAN KI-MOON –  Lo stesso  segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, del resto, sottolinea che «in questo periodo di crisi economica e finanziaria mondiale è particolarmente importante prestare attenzione ai diritti dei migranti», denunciando che al contrario «con le restrizioni di budget assistiamo all’applicazione di misure di austerità che discriminano i lavoratori migranti, a una retorica xenofoba che alimenta la violenza contro quelli in situazione irregolare, e a proposte di leggi permettono alla polizia di schedare i migranti in totale impunità».

UN FENOMENO MUTATO DALLA GLOBALIZZAZIONE – Le migrazioni segnano l’intera l’intera storia dell’umanità, c’è sempre stata una mobilità verso luoghi potenzialmente più ricchi di opportunità, ma in passato, nonostante le difficoltà di integrazione in nuovi contesti, l’arrivo di migranti veniva in larga misura considerato un fattore di sviluppo. Nel nostro tempo, invece, prevale un sostanziale rifiuto, sia pure diversamente declinato, dall’incomprensione, al fastidio, alla xenofobia, al razzismo. Non meraviglia, quindi, che sia le diverse agenzie dell’Onu a vario titolo coinvolte nella questione della mobilità umana, sia specificamente l’Oim, l’organizzazione mondiale delle migrazioni, pongano quest’anno l’accento sulla situazione nei Paesi di arrivo più ancora che sulle cause delle partenze. Vale per tutti (tra l’altro le migrazioni da sud a sud sono la maggioranza) ma nei Paesi del nord ricco del mondo, dove le politiche migratorie hanno preso negli ultimi anni una deriva restrittiva. Le iniziative per la Giornata di quest’anno sono indirizzate proprio a collocare e a considerare le migrazioni in una realtà mondiale sempre più segnata da profondi squilibri e a promuovere accoglienza e integrazione.

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