domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Natale all’insegna dell’austerità
Pubblicato il 08-12-2012


Il peso delle tasse sui consumi, l’utilizzo delle tredicesime e gli orientamenti di spesa per le prossime festività natalizie sono stati al centro della presentazione a Roma del rapporto Confcommercio sulla congiuntura economica e i consumi di Natale. L’analisi della Confcommercio ha evidenziato come il reddito reale disponibile pro capite degli italiani sia tornato a circa 16.500 euro, un valore comparabile a quello del 1985, oltre un quarto di secolo fa. Con la riduzione del reddito, si sono ridotti anche i consumi reali pro capite, che sono tornati su valori simili a quelli del 1997. Anche se fino ad oggi i consumi sono calati meno del reddito disponibile, le prospettive, tutt’altro che rosee, sull’andamento dell’economia nel prossimo futuro, potrebbero indurre le famiglie italiane a stringere ulteriormente la cinghia.

QUANTO PESA L’IMU SUGLI ACQUISTI DI NATALE Il clima di fiducia ed i consumi sono andati comunque scemando nel corso degli ultimi mesi e gli indicatori della Confcommercio evidenziano che solo i beni e i servizi per le comunicazioni tengono con un aumento nell’ordine del 7%. Viceversa, flettono fortemente i consumi di beni e servizi per la mobilità, per i quali nei primi nove mesi del 2012 si registra una diminuzione di oltre il 15%, o ancora i consumi per abbigliamento, dove nello stesso periodo il ripiegamento delle quantità consumate si attesta intorno al 5%. Confcommercio stima che a dicembre gli italiani spenderanno il 13,2% in meno delle loro tredicesime per consumi natalizi. La causa principale di questo calo di spesa è imputabile soprattutto all’Imu, che nel mese di dicembre porterà le tasse a raddoppiare. Includendo Imu, tributi  auto e canone Rai le tasse saliranno nel dicembre 2012 a 9,9 miliardi di euro, il 94,5% in più rispetto all’anno precedente.

PRESSIONE FISCALE DA RECORD A causa dell’Imu, la pressione fiscale in Italia potrebbe attestarsi nel 2012 ad oltre il 45%, un record che vedrebbe l’Italia superare anche i livelli della Svezia. La pressione fiscale così alta sarebbe infatti anche condizionata dal maggior gettito dell’Imu che, secondo la Confcommercio, nel 2012 potrebbe superare le previsioni di incasso del Governo di ben 7 miliardi di euro. Il ministero dell’Economia e Finanze ha stimato, sulla base delle aliquote provvisorie applicate per l’acconto di giugno, un incasso riveniente dall’Imu 2012 di 21 miliardi di euro. Nel frattempo però i Comuni hanno nella maggior parte dei casi aumentato le aliquote, e così a fine anno il Governo potrebbe incassare dall’Imu tra i 24 e i 28 miliardi di euro. Sarebbero così da subito disponibili tra i 3 ed i 7 miliardi che potrebbero essere restituiti ai cittadini, alimentando il fondo taglia tasse, scongiurando definitivamente l’incremento dell’Iva previsto dal primo luglio 2013 o, magari, riducendo le aliquote d’imposta applicate ai lavoratori.

TUTTI SU INTERNET A CACCIA DI REGALI LOW COST Per ciò che riguarda gli orientamenti di spesa sul Natale, secondo Confcommercio resta alta la percentuale di chi farà regali, ma con un budget sempre più limitato. La spesa media pro capite, infatti, si è andata assottigliando progressivamente negli ultimi anni, passando dai 250 euro del 2010 ai 164 euro del 2012. Internet supera gli outlet e diventa il luogo preferito per gli acquisti, a cui si rivolgono quasi un terzo degli italiani. Con riferimento agli orientamenti di spesa per i regali, dovrebbero tenere i regali tradizionali come alimentari e giocattoli. Calano invece libri, cd, dvd e abbigliamento. Un Natale dunque all’insegna dell’austerità, anche perché, in meno di due anni, i prezzi, soprattutto quelli dei beni ad alta frequenza d’acquisto, sono cresciuti di oltre 8%, mentre le retribuzioni sono rimaste pressoché ferme al palo.

Alfonso Siano

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