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Opinioni e commenti
 

PD E SEL DANNO IL VIA ALLE PRIMARIE PER I PARLAMENTARI
Pubblicato il 29-12-2012


Nessun precedente né in Italia né altrove. Con le due tappe – oggi e domani a seconda della regione –  il Pd sceglierà i suoi candidati in Parlamento nei gazebo e per la prima volta i big nazionali in molti casi si confronteranno con quelli locali, molto più radicati sul territorio, spesso già passati al vaglio delle elezioni amministrative. In 9 regioni gli elettori del Pd potranno decidere oggi, con il voto alle primarie, chi candidare in Parlamento mentre nelle altre 11 si voterà domenica. Anche Sel chiama al voto oggi e domenica i suoi elettori per scegliere i parlamentari e Nichi Vendola ha già annunciato i 23 nomi del listino, tra i quali la portavoce dell’Alto commissario Onu Laura Boldrini e Giorgio Airaudo (Fiom).

QUANDO E COME SI VOTA REGIONE PER REGIONE – Ecco, regione per regione, quando si voterà alle primarie, in base alla scelta delle direzioni regionali ( i seggi sono seggi indicati nel sito www.primarieparlamentaripd.it). Nella giornata di oggi si potrà votare in Piemonte, Liguria, Lombardia, Alto Adige, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria. Domani in vece sarà la vota di Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna. A prescindere dal giorno del voto, i seggi, istituiti per lo più nei circoli del Pd, saranno aperti dalle 8 alle 21. Possono partecipare alle primarie gli elettori compresi nell’Albo delle primarie per la premiership e gli iscritti del Pd nel 2011 che abbiano rinnovato l’adesione fino al momento del voto. Versando due euro e dichiarandosi elettore del Pd, ogni elettore può esprimere fino ad un massimo di due preferenze, differenti per genere. Qualora le due preferenze siano dello stesso genere, la seconda nell’ordine è nulla.

RISULTATI E AFFLUENZA NOTI TRA IL 31 E 2 – A differenza delle primarie per la premiership, i risultati delle primarie per i parlamentari, così come l’affluenza, non saranno subito noti la sera stessa del voto e un quadro complessivo su ‘vincitori e vinti’ si potrà avere solo il 2 gennaio visto che l’1 è prevista la pausa di Capodanno. I dati saranno resi noti a livello provinciale, che è la dimensione scelta per le primarie, e poi si farà la composizione delle graduatorie a livello di collegio con un lavoro tra direzione regionale e partito a livello nazionale. Quindi, nelle 9 regioni in cui si vota oggi, spiegano fonti del Pd, i dati principali, come i primi 10 nomi in graduatoria ed il numero dei votanti, si conosceranno il 31 mentre per le 11 regioni in cui si vota domenica è difficile che si conoscano le graduatorie dei candidati prima del 2. La sintesi finale sulle liste, inclusi i nomi dei capilista e la quota del 10 per cento del “listino”, sarà fatta poi nella direzione nazionale dell’8 gennaio.

STUMPO, CHI PERDE E’ FUORI LISTINO – “Il Pd rispetterà l’esito delle primarie per i parlamentari e il voto democratico dei cittadini”. Quindi chi perde le primarie non verrà recuperato nel listino bloccato. “Faccio parte di un partito e di un gruppo dirigente dotato di un abbondante buon senso e sarebbe ben strano che chi è arrivato sotto altri che hanno vinto, poi si trovi sopra. Quando si fa una competizione se ne deve rispettare l’esito. Non si può certo giocare con il voto democratico dei cittadini”. A fare il punto è Nico Stumpo, responsabile organizzazione del Pd e coordinatore delle primarie. Stumpo non anticipa numeri sulle primarie dei parlamentari, ma è sicuro che “saranno un grande successo”. L’esponente democratico sottolinea che si tratta di “una grande innovazione della politica”. L’anno scorso “tutti ci prendevano in giro quando dicevamo che se non fosse stata cambiata la legge elettorale avremmo fatto scegliere ai cittadini i parlamentari – ricorda -. Siamo l`unico grande partito che lo farà: gli altri vertici di partito si chiuderanno in una stanza e sceglieranno i parlamentari”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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