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Opinioni e commenti
 

Pdl, gli ex An dicono no alle primarie. Alemanno, “Irrazionale” il ritorno del Cav
Pubblicato il 04-12-2012


Le primarie del centrosinistra e il successo, sia in termini di partecipazione popolare si di immagine, ottenuto da Pd, Psi e Sel acuisce la fibrillazione in un Pdl oramai spaccato. Soprattutto fra quanti, come Gianni Alemanno, criticano l’idea di un ritorno in campo di Silvio Berlusconi. Queste primarie “non s’anno fare”. Il primo cittadino della Capitale non ci sta e si fa portavoce dei mal di pancia degli ex An che stanno montando in queste ore arrivando a definire “irrazionale” proporre una nuova candidatura di Berlusconi.

PDL, UN PARTITO “FUORI MODA” – A rincarare la dose è il senatore Altero Matteoli: “Non c’e’ più neppure un giorno da perdere se vogliamo consentire ai delusi, a chi pensa sia meglio non votare di ridarci fiducia: basta polemiche e tentennamenti”. La lettura univoca di via dell’Umiltà è che la vittoria di Pier Luigi Bersani imporrà alla coalizione una sterzata a sinistra, con un forte condizionamento di Vendola. Per questo, sempre secondo Matteoli, “il Pdl ha il dovere di restare unito e di mettere subito in piedi una seria e credibile alternativa per il governo del Paese”. Un partito padronale come quello messo in piedi anni addietro da Berlusconi a sua immagine e somiglianza difficilmente potrà intraprendere una via democratica reale, più credibile sembra un restyling stile centrosinistra affidandosi a primarie di facciata. Insomma primarie che accontentino le “anime perse” del partito che scalpitano per un posto in prima fila e al tempo stesso che permettano al Pdl di non perdere il trend democratico. Diventare “fuori moda”, potrebbe pensare qualche sherpa di Via dell’Umiltà, equivarrebbe ad uscire dalla scena.

UN COLPO D’ALA (O DI CODA) DEI MODERATI – Intanto il presidente dei deputati del Pdl resta critico verso le polemiche “di basso livello ma dagli effetti assai negativi” e chiede “un colpo d’ala” dei moderati, invitando Udc e Italia futura a convergere per evitare una vittoria elettorale delle sinistre: “Tutti noi, Casini, Montezemolo, al fondo lo stesso Monti, dobbiamo fare i conti con il fatto che quella che rimane una agguerrita minoranza espressa dalla combinazione fra la sinistra storica e la sinistra più radicale é alla vigilia di poter conquistare la maggioranza e il governo per assenza di una alternativa reale”. E se diventa sempre più difficile organizzare primarie in dieci giorni, ancora nessuna novità viene da via dell’Umiltà. Le richieste di quanti, come ad esempio Barbara Saltamartini, chiedono l’immediata convocazione dell’ufficio di presidenza per decidere il da farsi restano senza risposta. Per il Pdl il tempo stringe e si rischia l’impasse, come un cappotto vecchio da riporre nell’armadio.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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