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Opinioni e commenti
 

Per il cardinal Scola lo Stato laico è senza valori. Nencini (Psi), il primo valore si chiama Libertà
Pubblicato il 07-12-2012


È stato un discorso sottile quello del cardinale di Milano, Angelo Scola che, per la festa di sant’Ambrogio, di fonte al sindaco Pisapia, ha affrontato un tema delicatissimo, soprattutto per il Paese che ospita, dentro il perimetro della propria Capitale, lo Stato del Vaticano. Un discorso sottile e sofisticato e, proprio per questo, pericoloso. «La giusta e necessaria aconfessionalità dello Stato ha finito per dissimulare, sotto l’idea di “neutralità”, il sostegno dello Stato ad una visione del mondo che poggia sull’idea secolare e senza Dio». Loda lo Stato laico, il cardinale, prima di affondare un colpo mortale. Sì, perché il cardinal Scola aggiunge qualcosa, una sorta di sillogismo, che mira ad accreditare non la tesi, ma le premesse della tesi stessa. Secondo il porporato, infatti, lo Stato laico è responsabile di aver messo in discussione, svuotandoli di senso, alcuni punti di riferimento basici e costitutivi che fanno parte dell’universo di riferimento che la religione ha saputo trasmettere alla società.

IL SILLOGISMO DEL CARDINALE – In particolare, per Scola, esperienze centrali per la vita individuale e sociale come la nascita, la morte e il matrimonio, vengono affrontate dai politici laici «assolutizzando delle procedure decisionali che tendono ad autogiustificarsi in maniera incondizionata». La politica, dunque, si allontana dalla morale: e già il primo tranello si palesa, perché, nello spiegare una dinamica, Scola fa passare come assunto qualcosa che non lo è. La morale, i valori, infatti, non sono solo quelli religiosi ma, grazie a Dio verrebbe da dire, la laicità è portatrice di una profonda morale e di valori profondi e universali. Prosegue ancora il suo ragionamento il Cardinale secondo cui, la conferma di quanto detto è «nel  fatto che il classico problema del giudizio morale sulle leggi si è andato sempre più trasformando in un problema di libertà religiosa».

ATTACCO A OBAMA – Poi Scola, per spiegare il suo pensiero, punta in alto, citando il caso della riforma sanitaria voluta da Obama negli Usa, grande battaglia di civiltà che, secondo il Cardinale, «impone a vari tipi di istituzioni religiose (specialmente ospedali e scuole) di offrire ai propri impiegati polizze di assicurazione sanitaria che includano contraccettivi abortivi e procedure di sterilizzazione». Che dire? Non c’è che rallegrarsi del fatto che, se sotto il fascismo era necessario avere la tessera in tasca per lavorare in una qualunque istituzione, in un paese moderno e laico è possibile lavorare per un’istituzione religiosa essendo atei, buddisti o laici.

LAICO NON E’ NEUTRALE – Poi arriva l’altro balzo logico che autogiustifica la tesi. «Lo Stato cosiddetto “neutrale”, lungi dall’essere tale fa propria una specifica cultura, quella secolarista, che attraverso la legislazione diviene cultura dominante e finisce per esercitare un potere negativo nei confronti delle altre identità, soprattutto quelle religiose», afferma il Cardinale, ricordando che la libertà religiosa è «in cima alla scala dei diritti fondamentali» e se viene meno questa allora «tutta la scala crolla». Per questo, secondo l’arcivescovo, è importante ripensare il tema «dell’aconfessionalità dello Stato». Peccato che lo Stato laico non sia “neutrale”, ma così impegnato civicamente da assumere la responsabilità di lasciare la possibilità di scelta ai cittadini, proteggendo le diversità. Peccato che, a differenza di quelle religiose, la cultura secolarista non sia esclusiva ma riesca a includere le differenze, anche religiose, permettendone le convivenza e arricchendo la società. Peccato che la libertà religiosa non si chiami solo Cattolicesimo, ma abbia tante declinazioni. Peccato che nella Chiesa siano presenti ancora certi rigurgiti.

IL SEGRETARIO DEL PSI NENCINI, IL PRIMO VALORE E’ LA LIBERTA’ – E dopo le esternazioni del cardinal Scola, è intervenuto il segretario del Partito Socialista Italiano, Riccardo Nencini, a difesa della laicità e dei valori dello Stato. Nencini ha dichiarato che «Il primo valore, non negoziabile, si chiama “Libertà”. Non la pensa come noi il cardinale Angelo Scola quando espone questa singolare teoria: uno Stato laico che non professa valori religiosi è uno Stato senza valori. Si tratta di una visione non lontana da forme di teocrazia che le democrazie hanno felicemente sconfitto nel nome della separazione tra le istituzioni statuali e la chiesa (le chiese)». Poi, il Segretario del Psi ha aggiunto, citando il canto V del Paradiso di Dante Alighieri, che «E’ fuori discussione che il nostro tempo debba ispirarsi a valori forti che si richiamino alla dignità della persona, alla giustizia, al rispetto del bene comune. Valori che vivono di luce propria. Valori che si nutrono di libertà, “lo maggior don che Dio per sua larghezza fesse creando…”. Dante, Eminenza, è una lettura attualissima per ciascuno di noi».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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