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Opinioni e commenti
 

Ppe, il Cavaliere e il Professore fanno a gara per rubarsi la scena. Dure le critiche del segretario del Psi Nencini
Pubblicato il 14-12-2012


Due pezzi grossi della politica che fanno a gara per rubarsi la scena a vicenda, entrambi in campagna elettorale ma con una dialettica e uno stile diametralmente opposti. Da un lato l’irruenza, dall’altro l’aplomb. Il Cavaliere contro il Professore. “Ho raccontato la situazione politica italiana in vista delle elezioni e ho ricordato come dal 1948 a oggi la maggioranza in Italia sia costituita dai moderati”. E’ l’altra metà del film che è andato in scena ieri, al tavolo del summit Ppe con Mario Monti e Silvio Berlusconi. E’ l’ex premier a spiegare così la sua partecipazione al summit, altrettanto al centro delle attenzioni quanto quella, a sorpresa, del suo successore a Palazzo Chigi.

L’IRRUENZA DI BERLUSCONI – Berlusconi descrive allora preoccupazioni che sono quelle anche del Ppe, stando almeno al resoconto del Cavaliere, che si trattiene a lungo con i cronisti nell’androne del Palazzo che ha ospitato il summit. “Ho ricordato che, tuttavia, questa maggioranza viene meno se passa alla sinistra, cosa che naturalmente il Ppe, la grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa, vede con timore”. Berlusconi prosegue e spiega di “aver offerto al professor Monti di essere lui il candidato di tutti i moderati e a questo punto anche il Pdl, pur con qualche difficoltà che penso avremmo con la Lega, penso possa arrivare a ragionare al riguardo e quindi in modo che i moderati possano presentarsi insieme”. Del resto Berlusconi rivendica che nel corso di quest’anno, e della riunione di ieri, “le nostre due visioni si sono sommate senza differenze importanti”. “Il Ppe è naturalmente preoccupato – insiste allora – dell’evoluzione della situazione in Italia e tutto vorrebbe meno che l’Italia finisse in mano alla sinistra, come è possibile”.

L’APLOMB DI MONTI – Invitato a spiegare la situazione politica italiana, il premier Mario Monti ha illustrato ai leader del Ppe “l’attività che ha svolto il governo e le condizioni che hanno determinato la presa d’atto del venir meno delle condizioni del sostegno da parte del Pdl”. A dirlo è stato Monti al termine del pranzo di lavoro del Partito popolare europeo, spiegando che “dopo il mio intervento, è intervenuto l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, poi hanno preso la parola la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker e il presidente della Commissione europea Jose’ Manuel Durao Barroso”. Quindi secondo quanto raccontato dal premier e’ “successivamente intervenuto Berlusconi e poi io brevemente”.

L’ENDORSEMENT DI BARROSO PER IL PROFESSORE – “Ho parlato ieri con Silvio Berlusconi, gli ho ribadito molto francamente l’importanza di avere un’Italia stabile e che prosegua sulla strada delle riforme. Questo è cruciale per l’Italia e per l’Europa”: così il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, che in conferenza stampa a Bruxelles, con al fianco il presidente del Consiglio Mario Monti, lancia un messaggio chiaro all’ex premier e in più in generale alla politica italiana. Barroso nel suo intervento ha rivolto parole di grande apprezzamento verso l’operato dell’attuale governo: “L’Ue – afferma – apprezza i significativi passi avanti fatti in questi anni per ridurre debito e deficit, con risultati considerevoli” e mette in luce come l’abbassamento dello spread sia stato ottenuto “grazie alle misure prese, grazie a Monti e al suo governo”. E le elezioni, avverte il presidente della Commissione europea, “non devono essere una scusa per rallentare l’impegno dell’Italia sul fronte delle riforme e del consolidamento dei conti”.

NENCINI (PSI), DAL PPE UN’ INVASIONE DI CAMPO SENZA UGUALI NELLA STORIA D’EUROPA – “Le primarie di Bruxelles hanno sancito la vittoria di Monti. Un’ invasione di campo che non ha uguali nella libera storia della nostra Europa. Al vertice dei popolari europei ha partecipato anche Viktor Orbàn, leader di un pericoloso filone antieuropeista, reazionario e antisemita”. Lo dice Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, commentando gli esisti della riunione dei vertici del PPE di ieri a Bruxelles. “Voglio pensare – continua il segretario socialista – che si tratti di una ingerenza, comunque ingiustificata, dovuta alla preoccupazione inesistente del ritorno al governo del Cavaliere”. Secondo Nencini,  “sarebbe ben più grave se si fossero riuniti leader e capi di governo di un importante partito per contrastare la sinistra riformista all’inizio della campagna elettorale. Se Monti si prestasse a diventare strumento di un’azione ‘intimidatoria’, si farebbe interprete – conclude Nencini –  del detto ‘avuta la grazia, gabbato lo Santo’. La peggiore tra le fini possibili”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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