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Opinioni e commenti
 

Prove di crisi di governo: Berlusconi scende in campo e Alfano sale al Colle
Pubblicato il 07-12-2012


«Berlusconi scende in campo, dunque niente primarie». A dichiararlo ieri sera è stato il segretario Pdl Angelino Alfano che questa mattina incontrerà il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Dopo la giornata frenetica di ieri – che ha visto il susseguirsi delle minacce del Pdl di mettere a rischio la tenuta del governo – il premier Mario Monti ha annunciato di non avere intenzione di fare «nessun passo. Attendo di conoscere le valutazioni del capo dello Stato». Nel susseguirsi di minacce di crisi di governo e astensioni dal voto, Napolitano ha rassicurato sulla tenuta dell’esecutivo, definendola «fuori questione». Ieri, la bocciatura del responsabile dello Sviluppo economico, Corrado Passera sull’eventuale “ridiscesa” in campo di Berlusconi – «non è un bene per l’Italia» aveva dichiarato nella mattinata di ieri – ha suscitato malumori e reazioni in alcuni esponenti Pdl, tanto da chiedere le dimissioni del ministro. A far montare i mal di pancia in casa Pdl anche il via libera al decreto sull’incandidabilità.

ALFANO, PRIMARIE ANNULLATE Durante l’intervento a Montecitorio, Alfano ha reso noto che Berlusconi tornerà in campo da protagonista, «del resto lui è il detentore del titolo, nel 2008 alzò lui la coppa e il detentore ha sempre il diritto di difendere il titolo» ha spiegato. Annullate, dunque, le tanto decantate primarie. «Ho sempre affermato – ha aggiunto il segretario – che la candidatura di Berlusconi, del fondatore di Forza Italia prima e del Pdl dopo, avrebbe reso le primarie qualcosa da non celebrarsi perché la candidatura di Berlusconi non le rende necessarie». In mattinata Alfano, con la delegazione composta dai capigruppo alla Camera e al Senato – Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri – salirà al Colle per informare il capo dello Stato delle loro intenzioni.

ASTENSIONE DEL PDL SIA ALLA CAMERA CHE AL SENATO Con due astensioni di voto sulla fiducia, sia al Senato che alla Camera, il Pdl ha imposto la linea dura dell’astensionismo. Il partito non ha infatti votato la fiducia sul decreto legge sviluppo-bis al Senato, pur non facendo mancare il numero legale (Monti ha ottenuto solo 127 sì). Sul voto alla Camera, relativo al dl sui costi della politica nelle Regioni, il Pdl ha disertato la fiducia posta dal governo, sottolineando di non voler più appoggiare la politica economica del governo Monti.

FRATTINI E MANTOVANO (PDL) VOTANO LA FIDUCIA Nuovi dissensi giungono anche da altri deputati Pdl che ieri hanno votato la fiducia sul decreto legge alla Camera. Si tratta dei deputati Franco Frattini (ex ministro degli Esteri), Alfredo Mantovano, Gennaro Malgieri, Giuliano Cazzola e Isabella Bertolini.

FRANCESCHINI (PD), NO A DIMISSIONI, PDL IRRESPONSABILE Numerosi i commenti di critica da parte del Pd. Dopo l’intervento del presidente democratico al Senato, Anna Finocchiaro che ha definito «irresponsabile» il gesto del Pdl, il capo dei deputati Pd, Dario Franceschini ha reso noto che il partito non chiede le dimissioni dell’esecutivo e che il Pdl ha dimostrato di compiere gesti di «incomprensibilità e irresponsabilità». I democratici sono «pronti a evitare la conclusione convulsa della legislatura» votando la legge di stabilità e i decreti in scadenza ha rassicurato l’esponente democratico.

LE RASSICURAZIONI DI NAPOLITANO Secondo il capo dello Stato, Giorgio Napolitano le vicende di ieri sono la conseguenza dell’imminente conclusione della legislatura e quindi dell’avvicinarsi delle elezioni per il Parlamento che «stanno suscitando crescenti tensioni tra le forze politiche da oltre un anno impegnate nel sostenere un governo cui non partecipassero esponenti dei partiti».

Silvia Sequi

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