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Opinioni e commenti
 

Quello che ha in mente Monti: il Prof e la carica dei centristi
Pubblicato il 20-12-2012


Prima si stabilisce un programma, poi si valuta il resto. E’ questa la road-map che Mario Monti ha in mente. Ed e’ questo il percorso che ha illustrato ai suoi più fedeli sostenitori: Montezemolo, Casini, Cesa, Riccardi, ricevuti ieri di buon mattino in una sede non proprio appropriata, ossia quella del governo. Fini invece ha avuto il buon gusto di non esserci, dice, per ragioni di opportunità istituzionale. Da palazzo Chigi non smettono di sottolineare che “il presidente non ha ancora deciso se e come impegnarsi nella campagna elettorale”. “La situazione è  in continua evoluzione e quello che è vero ora, cioè una sua partecipazione, non lo è fra due ore”, spiega una fonte che frequenta quotidianamente il professore. Precisazioni che non fanno recedere i ‘montiani’ dalla convinzione che il presidente del Consiglio, in un modo o nell’altro, parteciperà  alla competizione elettorale.

NON DARE NULLA PER SCONTATO – Casini e’ il piu’ esplicito: “In cuor suo ha deciso”, dice il leader Udc che poi, su richiesta del professore, correggere il tiro: “Deciderà”. Riccardi non si sbilancia, ma indica una precisa dead line spiegando che il rebus sarà sciolto fra sabato e domenica. Il fondatore della comunita’ di Sant’Egiodio ci tiene a sottolineare che il termine “discesa in campo non gli appartiene”, ma ribadisce che e’ sua intenzione lasciare una “agenda” per completare il lavoro iniziato. Ad alimentare altri dubbi l’ipotesi, tornata a circolare nei palazzi della politica, che Giorgio Napolitano possa non dare il reincarico a Monti. A palazzo Chigi una certa apprensione per la possibile reazione del Quirinale c’e’: “Il presidente ha sempre prestato grande attenzione ai consigli di Napolitano”, ribadiscono, sottolineando per l’ennesima volta che l’ipotesi di una partecipazione attiva alla campagna elettorale, pur se al momento “molto probabile” non deve essere data per “scontata”.

IL MANIFESTO PROGRAMMATICO DEL PROF – Ma sono cautele che durante l’incontro a palazzo Chigi, nessuno dei presenti coglie. Anzi, i centristi sottolineano come l’incontro, da solo, dimostri la volonta’ di partecipare attivamente alla campagna elettorale. E’ vero che il premier non ha detto nulla circa il suo impegno; ma “solo per serietà, visto che non ha ancora dato le dimissioni”, spiega un esponente ‘montiano’. Il professore, raccontano, si e’ limitato a riferire come intende muoversi: sulla sua scrivania si stanno accumulando i report in cui ciascun ministro ha riassunto quanto fatto nell’anno al governo, ma soprattutto cio’ che ancora resta da fare (Alcuni erano troppo tecnici e sono stati rispediti indietro), in particolare sul fronte delle riforme e della crescita. Sara’ quello il ‘manifesto programmatico’, per dirla con uno dei suoi collaboratori, che il premier intende enunciare davanti al Paese. Il luogo prescelto, al momento, e’ la conferenza stampa di fine anno, slittata oggi di uno, due giorni a causa del protrarsi dei lavori sulla legge di stabilità.

LISTE, LISTINI E LISTONI – “Monti presenterà il suo programma, chiedendo alle forze responsabili di aderire”, spiegano dal suo staff. Ovviamente non tutti: “Berlusconi ci ha sfiduciato e una ricucitura al momento e’ impossibile”, spiega un montiano della prima ora. Questo ha in mente il professore. Il resto, verra’ in un secondo momento: a cominciare dal come mettere in campo una squadra a sostegno della sua agenda. L’argomento, secondo diverse fonti, e’ stato affrontato nell’incontro a palazzo Chigi. Ma non e’ stato risolutorio: si ragiona ancora sull’ipotesi di una lista unitaria ‘pro-Monti’ anche alla Camera (al Senato la scelta appare obbligata) dove far confluire tutti i soggetti politici interessati. Opzione prediletta dall’Udc, ma osteggiata da Montezemolo. L’alternativa e’ una sorta di federazione in cui le singole anime sarebbe unite dall’agenda e dal sostegno a Monti a palazzo Chigi. Al momento appare invece tramontata l’ipotesi di una candidatura diretta dello stesso premier alla Camera, in considerazione del fatto che Monti e’ gia’ senatore a vita. Ma il progetto e’ in stato avanzato se e’ vero che su alcuni tavoli di palazzo Chigi gia’ si fanno i nomi di chi inserire in lista.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Non voglio fare a solita polemica del governo dei banchieri però:
    Se monti doveva essere doveva essere per 6 mesi, il tempo di alcuni provvedimenti finanziari e poi al voto.
    Monti è l’uomo che si è sempre venduto bene, si è sempre fatto trovare al posto giusto e al momento giusto.
    L’Italia che ha sempre contato , che ha vissuto bene ed è ingrassata in questa seconda repubblica , vuole continuare il suo ruolo, la garanzia che non può dare Berlusconi la può dare Monti con Cisl., bianco fiore e Acli e lui ubbidiente a madonna e relativi santi non si tirerà indietro.
    Per una volta ha ragione Dalema ( non diteglielo però altrimenti si monta la testa) ma, il peccato originale di questa come di altre storie simili , vedi Prodi, e il Pci/DS/Pd. con la sua eterna ricerca di legittimazione con i vari poteri, legittimazione che non gli arriverà MAI per quanto sforzi faccia per annaquare il suo essere di sinistra.
    Coraggio compagni , salviamo una nostra presenza alle camere, coscienti che essere la sinistra toccherà a noi .
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari Fed. di Torino

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