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Opinioni e commenti
 

Rapporto Censis, le famiglie hanno paura, crollano i consumi. Boom di chi cerca lavoro
Pubblicato il 07-12-2012


Sopravvivere: questo il problema centrale dell’anno che sta volgendo al termine. Il tirare avanti ha coinvolto tutti i soggetti della società: individuale o collettivo, economico o istituzionale. Il desolante dato è contenuto nelle “Considerazioni generali” del 46esimo Rapporto del Censis, il Centro studi investimenti sociali, il maggiore istituto italiano del settore. Oggi la politica e la società sono dimensioni sempre più distanti: da un lato le istituzioni politiche sono impegnate a imporre rigore sui conti pubblici, dall’altro i soggetti economici e sociali che, «rimasti soli», attuano «affannose strategie di sopravvivenza». È dunque un Paese caratterizzato da una «parallela discontinuità» ha evidenziato il Censis.

CENSIS, FENOMENI ENORMI E EVENTI ESTREMI Nel 2012 si sono inseriti «fenomeni enormi» quali la speculazione internazionale, la crisi dell’euro, l’impotenza della comunità europea e la modifica degli assetti geopolitici internazionali e si sono concretizzati «eventi estremi» come la dinamica dello spread e il rischio default, termini con i quali siamo stati costretti a misurarci. Gli italiani si sono ritrovati inermi, in una «immunodeficienza tanto inattesa quanto pericolosa», con le preoccupazioni della classe di governo, le drammatizzazioni dei media e il malessere popolare, ha evidenziato l’Istituto. Nel 2012 è stato registrato il boom delle persone in cerca di lavoro.

POLITICA E SOCIETÀ, “SEPARATI IN CASA” Da una parte vi sono le istituzioni politiche concentrate con rigore sulla fragilità dei conti pubblici e della nostra credibilità finanziaria internazionale, sulla riduzione delle spese, le riforme settoriali, la razionalizzazione dell’apparato pubblico. Dall’altra i soggetti economici e sociali che sono rimasti soli con le loro difficoltose strategie di sopravvivenza, anche scontando sacrifici e limitazioni derivanti dalle politiche di rigore. Questa forbice può dare origine a poteri oligarchici e al contempo favorire tentazioni di populismo.

LA PAURA NELLE FAMIGLIE «La paura c’è», ha messo in evidenza il rapporto, ma gli italiani reagiscono alla crisi anche con «difese strenue». In due anni 2,5 milioni di famiglie hanno venduto oro o preziosi; l’85% ha eliminato sprechi ed eccessi, il 73% va a caccia di offerte; il 62,8% ha contenuto gli spostamenti per risparmiare benzina. Inoltre si è contratta la vendita di automobili, ma è esplosa quella delle biciclette: ne sono state vendute 3,5 milioni; 2,7 milioni di italiani coltivano ortaggi da consumare ogni giorno.

COME LE FAMIGLIE SI ADATTANO ALLA CRISI «Risparmio, rinuncio, rinvio»: il rapporto annuale del Censis ha indicato così «le tre “r” dei consumi familiari», alla base della caduta delle spese. «Nel primo trimestre 2012 la flessione delle spese delle famiglie è stata del 2,8% e nel secondo trimestre vicina al 4% in termini tendenziali». Nel 2012 i consumi reali pro-capite, pari a poco più di 15.700 euro, «sono tornati ai livelli del 1997». Nel frattempo è in «drastica riduzione» anche la propensione al risparmio, «dal 12% del 2008 all’attuale 8%».

BOOM DI CHI CERCA LAVORO  «Tra primo semestre 2011 e primo semestre 2012 il numero delle persone in cerca di lavoro è aumentato di oltre 700mila unità», a 2,75 milioni. «Incremento davvero eccezionale, +34%» ha rilevato il Censis. «Nei primi sei mesi dell’anno il numero degli occupati ha registrato una flessione dello 0,3%», segnalando che «sono stati bruciati più di 240mila posti di lavoro destinati ai giovani». La crisi economico – finanziaria «ha dato una netta accelerazione ad un processo di invecchiamento già in corso da tempo»: la quota di under 35 con un’occupazione scende al 26,4% nel 2011, dal 37,8% di dieci anni fa.

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