martedì, 18 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Regione Lazio, Storace riscende in campo. Labellarte (Psi): «Ci penseranno i cittadini a pronunciarsi contro il suo rientro»
Pubblicato il 10-12-2012


A volte ritornano. Non stiamo parlando dei racconti di Stephen King di fine anni ’70, ma di un fatto reale che sta movimentando questi giorni pre-natalizi. Il ritorno di Silvio Berlusconi a candidato premier non sarà un caso isolato: anche Francesco Storace, messe da parte le esitazioni, ha ufficializzato la sua volontà di ricandidarsi come presidente della Regione Lazio per non riconsegnarla «a una sinistra faziosa» ha dichiarato il leader de “La Destra” durante la convention del suo partito, ieri, a Roma. Nel suo discorso ha presentato il programma, soffermandosi sul tema della Sanità, ha duramente attaccato l’altro candidato alla guida della Regione, Nicola Zingaretti del Pd e ha accennato sia a Berlusconi sia al governatore dimissionario, Renata Polverini. Il responsabile nazionale Enti locali del Psi, Gerardo Labellarte ha auspicato il non ritorno di Storace poiché «in questi ultimi anni ha condizionato negativamente la Regione Lazio».

IL PROGRAMMA ELETTORALE DI STORACE – Durante il suo intervento Storace ha illustrato alcuni dei punti del suo programma elettorale tra i quali: una deregulation immediata per dare impulso alle imprese «abbattendo le norme inutili», l’abolizione di tutte le auto blu, l’utilizzazione dei fondi europei e il raggiungimento di «un patto fiscale con i creditori dell’amministrazione: giù per loro Irap e Irpef, altrimenti l’economia non decolla» ha sottolineato l’ex governatore del Lazio. Inoltre, è previsto un ampio e primario sostegno all’agricoltura che mira a essere «la migliore d’Italia», puntando su «qualità e internazionalizzazione». Sul tema del welfare Storace intende inserire il mutuo sociale che dovrà essere esteso. Tornerà inoltre «la carta senior, programmi di assistenza odontoiatrica per la terza età» mentre nel capitolo del lavoro, il leader de “La Destra” vuole riavviare «il protocollo di concertazione con le parti sociali».

SANITÀ, IL COMMISSARIO DEVE SPARIRE – Sul tema della Sanità, Storace ha alzato i toni dicendo che: «Il commissario deve proprio sparire. La sanità la deve governare la Regione, il presidente se ne deve assumere la responsabilità politica di fronte al popolo. Si chiama sovranità, si chiama democrazia». L’ex governatore ha poi attaccato l’attuale commissario per la Sanità, Enrico Bondi definendolo «il robot senz’anima» e aggiungendo che gradirebbe una donna disabile alla direzione generale dell’assessorato alla Sanità”.

STORACE, NON FORZO BERLUSCONI – «Perché devo forzare il presidente Berlusconi? Io ho avuto oggi il via libera da migliaia di persone qui in questo grande Teatro Olimpico». Questa la risposta a chi gli domandava se avesse ricevuto il placet dall’ex premier. Sulla decisione del Pdl di togliere l’appoggio all’esecutivo tecnico, Storace ha commentato la mossa, ritenendola una «vittoria, dalla parte del popolo».

L’OMAGGIO A POLVERINI E L’ATTACCO A ZINGARETTI – Il leader de “La Destra” ha poi dedicato un pensiero al governatore dimissionario, Renata Polverini definendola «una combattente» e ricordando la necessità di tornare a un’«etica politica». Parole meno gentili sono state rivolte all’avversario, Nicola Zingaretti candidato del Pd alla presidenza della Regione Lazio. Storace lo ha definito «il prestanome della politica del presidente del Consiglio Monti che se ne va».

LABELLARTE (PSI), SARANNO I CITTADINI A ESPRIMERSI – Il responsabile nazionale Enti locali del Psi, Gerardo Labellarte ha auspicato il non ritorno di Storace. «Ci penseranno i cittadini a pronunciarsi contro il suo rientro. I cittadini non dimenticano». Secondo l’esponente socialista «alcune vicende legate alla gestione Polverini, in particolare i finanziamenti, sono in diretta continuità con il periodo Storace. Non a caso, il leader de “La Destra” ha espresso giudizi positivi sul governatore dimissionario». Inoltre, in questi ultimi tre anni, Storace non è stato assente, ma è stato uno dei protagonisti principali. «Nella debolezza generale della dirigenza del centrodestra, chi ha avuto un ruolo rilevante è stato proprio lui. Storace ha dunque “cogestito” con Polverini la Regione Lazio, condizionandola negativamente» ha concluso Labellarte.

MICCOLI (PD), TORNA “MISTER 10 MILIARDI” – Dura la reazione del partito democratico, con il segretario romano Marco Miccoli che ha ricordato il soprannome di Storace «“mister 10 miliardi” di debito, l’uomo che lasciò in braghe di tela la sanità del Lazio, evitando addirittura di far presentare i bilanci alle Asl». L’esponente democratico ha poi criticato la destra laziale, definendola  «incapace di rinnovarsi e che rimette in campo il vero e unico responsabile dello sfascio del servizio sanitario regionale e dello stratosferico debito che per i prossimi trenta anni graverà sui cittadini, con relativa chiusura di ospedali, taglio di posti letto e prestazioni assistenziali. Sono davvero degli irresponsabili e senza vergogna» ha concluso.

Silvia Sequi

 

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