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Opinioni e commenti
 

Regione Lombardia: 40 indagati tra consiglieri. Si allarga l’inchiesta sui rimborsi ai gruppi consiliari
Pubblicato il 15-12-2012


Quaranta le persone sottoposte a indagini. Peculato il reato di cui sono accusate. Si allarga l’inchiesta che sta travolgendo Palazzo Pirelli, detto il Pirellone, sede del consiglio regionale della Lombardia. Su ottanta consiglieri, la metà di questi, in maggioranza del Pdl e della Lega Nord – con i rispettivi capigruppo – Paolo Valentini e Stefano Galli, sono sottoposti a indagini relative a verifiche in corso sui rimborsi regionali dei gruppi consiliari. Tra le spese di comunicazione e di rappresentanza, considerate illecite, vi sono rimborsi per cocktail, degustazioni, videogiochi, cioccolata, colazioni al bar, pizze da asporto, pranzi in noti fast food, viaggi e persino munizioni da caccia. Tra i quaranta indagati, ventidue riceveranno un invito a comparire e potrebbero essere interrogati nei prossimi giorni. Nel frattempo la Guardia di Finanza sta acquisendo documenti relativi alle spese anche di altri gruppi consiliari, tra cui Pd, Idv e Sel.

L’INCHIESTA DI MILANO – A far partire l’inchiesta – lo scorso 10 ottobre – è stato il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo che aveva disposto un accertamento della Guardia di Finanza in Regione per verificare i rendiconti 2008-2010, relativi ai rimborsi per i gruppi consiliari del Pdl e della Lega. Le prime anomalie emerse sarebbero state quelle del leghista Davide Boni, ex presidente del Consiglio regionale, travolto da un’indagine per corruzione, dell’ex assessore del Pdl, Franco Nicoli Cristiani – arrestato un anno fa con in casa una tangente da 100 mila euro – e dell’ex assessore regionale Massimo Buscemi del Pdl.

LE PERSONE INDAGATE – Tra le quaranta persone indagate compaiono anche Nicole Minetti e Renzo Bossi. Stando all’inchiesta, il consigliere regionale del Pdl avrebbe acquistato un tablet del valore di 750 euro, sostenuto spese per sei coperti presso uno storico ristorante di Milano e per acquistare il libro “Mignottocrazia” di Paolo Guzzanti. La cifra totale spesa e rimborsata è di diverse migliaia di euro. Il leghista, figlio del Senatur invece, sembrerebbe essersi fatto rimborsare consistenti consumi di un energy drink, sigarette e videogiochi acquistati in un noto centro commerciale.

FORMIGONI, BATMAN NON C’È IN LOMBARDIA – «Batman non c’è in Lombardia». Questo il commento del governatore dimissionario, Roberto Formigoni riferendosi all’ex capogruppo Pdl nella Regione Lazio, Franco Fiorito, in cella dallo scorso 2 ottobre, con l’accusa di aver usato illecitamente centinaia di migliaia di euro di fondi del partito. «Credo proprio – ha aggiunto Formigoni – che i nostri gruppi abbiano rispettato fino in fondo le regole».

Silvia Sequi

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