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Opinioni e commenti
 

Renzi: «Bersani ha vinto nettamente». Per il sindaco fiorentino «Era giusto provarci»
Pubblicato il 03-12-2012


«Vorrei fare un in bocca al lupo per Bersani per la sfida che lo attende, che ci attende. Si tratta di una vittoria netta che nessuna opinione diversa sulle regole può mettere in discussione. Lui ha vinto e noi no». È un Matteo Renzi che parla con il cuore dal palco del suo comitato elettorale, la fortezza Basso, nella sua città, Firenze. Le primarie hanno dato un verdetto inesorabile, consegnando a Bersani una vittoria schiacciante: più di venti i punti di distacco tra i due candidati. Il sindaco di Firenze lo riconosce e ringrazia lanciando un appello ai suoi elettori affinché si sentano «orgogliosi per quanto fatto», nella consapevolezza che, sottolinea Renzi, pur sconfitti, il loro contributo è stato importante per avere un Paese migliore.

ERA GIUSTO PROVARCI, ORA FORSE I GIOVANI PIU’ CORAGGIOSI – Era giusto provarci, ha detto Renzi. «Abbiamo offerto un altro modello di centrosinistra, abbiamo raccontato due Italie diverse e quell’idea non è stata vincente. Volevamo prendere in mano il governo del Paese e non ce l’abbiamo fatta». Ma, nonostante la delusione, Renzi ha detto davanti ai suoi sostenitori che a lui piace l’idea che «dopo questa vicenda sarà più facile per qualcuno della nostra generazione provare a fare qualcosa, magari in un’azienda, sul lavoro, in un comune o in un’associazione sportiva. Bisogna avere il coraggio di mettersi in gioco».

LE SCUSE DI RENZI – Dopo due mesi e mezzo di campagna elettorale, e ventimila chilometri in camper attravero 108 province italiane, Renzi, a seggi praticamente ancora aperti, vuole chiedere scusa di fronte ai suoi elettori. «Qualcosa abbiamo sbagliato, io ho sbagliato. Voglio chiedervi scusa». Fa mea culpa il sindaco di Firenze e afferma con forza che, se avesse vinto sarebbe stata una vittoria di tutti, ma la sconfitta è solo la sua. «Noi volevamo tentare di realizzare un sogno e io non sono riuscito, fuori dalla Toscana, a scrollarmi di dosso l’immagine del ragazzetto ambizioso che voleva fare chissà cosa».

RITORNO AL PALAZZO VECCHIO? – È stato un leitmotiv di tutta la sua campagna per le primarie: se perdo non vorrò un “contentino”. Ora c’è attesa di capire quali saranno le mosse di Renzi dopo la sconfitta alle primarie. Il sindaco di Firenze aveva, infatti, sempre sostenuto, in caso di sconfitta sarebbe ritornato nella sua città a occupare la poltrona di primo cittadino, rifiutando di chiedere quello che, lui stesso, definiva “il contentino”, ovvero un posto in Parlamento, magari nel Governo o nel partito. Ma è diverso il discorso che Renzi fa rispetto al partito che, ha ribadito più volte, dice di non volerl lasciare, e di non avere alcuna intenzione di dar vita a una sua lista. Insomma, nel giorno della sconfitta, il giovane fiorentino lascia intendere che il tema del rinnovamento è ormai entrato prepotente nel dibattito, e non solo nel centrosinistra. Il nuovo volto del partito sarà ora disegnato dal Congresso previsto per il prossimo anno: solo in quell’occasione, il sindaco giocherà le sue eventuali carte per entrare nel “gotha” del Pd.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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