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Opinioni e commenti
 

Riforma pensioni: le novità a partire da gennaio 2013. Ecco le nuove soglie per età
Pubblicato il 04-12-2012


Manca meno di un mese all’anno nuovo. E con il nuovo anno arriverà anche la stretta sulle pensioni, prevista dalla tanto contestata riforma Fornero. Dal 2013, infatti, i lavoratori dipendenti avvertiranno gli effetti delle novità contenute nella riforma, tra cui l’allungamento dell’età per accedere alla pensione e il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. Secondo la Ragioneria dello Stato questa riforma del sistema pensionistico italiano farà risparmiare alle casse pubbliche 22 miliardi di euro, nell’arco dei prossimi 7 anni.

I REQUISITI MATURATI – Alla fine del 2012 sono ancora usciti dal lavoro i dipendenti che hanno maturato i requisiti a fine 2011 (e poi hanno dovuto attendere i 12 mesi previsti dalla finestra mobile, norma contemplata nella riforma del ministro di centro-destra Maurizio Sacconi, che prevede 12 mesi di attesa per i dipendenti e 18 per gli autonomi, una volta raggiunti i requisiti). A partire dal 2013, invece, i lavoratori dipendenti potranno lasciare il lavoro solo con le regole previste dalla riforma, ossia continueranno ad andare in pensione ancora fino a giugno con le vecchie regole gli autonomi che hanno dovuto attendere 18 mesi per la finestra mobile.

LE NOVITÀ SULLE SOGLIE DI ETÀ A PARTIRE DAL 2013 – A partire dal prossimo anno, alla pensione di vecchiaia potranno approdare i lavoratori dipendenti con almeno 62 anni e tre mesi se donne (63 anni e 9 mesi se lavoratrici autonome) e con 66 anni e tre mesi se uomini. Un aumento significativo di età per le donne, incremento previsto fino al 2018, quando l’età sarà equiparata a quella degli uomini.

LIMITI DI ETÀ NEL 2012 – Fino a tutto il 2012 sono andate in pensione di vecchiaia donne dipendenti con 61 anni (60 più uno di finestra mobile) e lavoratrici autonome con 61 anni e mezzo (60 anni più 18 mesi di finestra mobile). Alla pensione “anticipata” – che sostituisce quella di di anzianità – si potrà accedere solo se si sono maturati almeno 41 anni e 5 mesi. Sul fronte maschile, se per la pensione di vecchiaia nel 2013 basteranno 66 anni e 3 mesi – a fronte dei 66 anni con cui si è usciti fino a fine 2012 – per la pensione anticipata ci vorranno 42 anni e 5 mesi di contributi.

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Commenti all'articolo
  1. Una domanda per gli addetti al “disastro”: perchè nei futuri programmi di governo i vari politicanti non mettono anche la separazione tra i fondi di assistenza (cassa-integrazione, invalidità, di disoccupazione…) e previdenza?
    Non vorrei, che dopo 42 anni 42 (mica BAZZECOLE!!!!) di sudore e relativi contributi, mi dicessero: – Ci dispiace…sei arrivata tardi…non c’è più niente…il pozzo è vuoto!!!!!
    Qui c’è da aspettarsi anche questa sorpresina!!!!!!!!!!!

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