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Opinioni e commenti
 

S. Raffaele Lazio, fissata la chiusura per il 30 dicembre. Forse uno spiraglio per la trattativa
Pubblicato il 14-12-2012


Signori si chiude. È fissata per il 30 dicembre la data di cessazione di tutte le attività delle strutture del gruppo “San Raffaele” nella regione Lazio. «L’incontro di oggi in Prefettura con il commissario Bondi e alcuni suoi funzionari, al quale hanno partecipato anche i prefetti di Viterbo e Frosinone, ha avuto esito negativo». A renderlo noto è stato proprio il presidente di San Raffaele spa, Carlo Trivelli. A chiudere i battenti saranno i presidi Irccs San Raffaele Pisana, San Raffaele Portuense, San Raffaele Flaminia, San Raffaele Trevignano, San Raffaele Sabaudia, San Raffaele Termini, Metamedica, MR3000 e San Raffaele Tuscolana.

TENSIONI CON I LAVORATORI – A seguito dell’annuncio ci sono stati momenti di tensione al presidio dei lavoratori della struttura sanitaria che hanno dato vita ad un blocco stradale su via IV Novembre, di fronte alla Prefettura di Roma. Alcuni lavoratori hanno cercato di penetrare all’interno dell’edificio della Prefettura, ma sono stati respinti dal personale di servizio che è riuscito a chiudere il portone d’entrata. I manifestanti, a quel punto, avrebbero preso a calci e pugni il portone. Intervenute sul posto, le forze dell’ordine hanno fatto allontanare i lavoratori che sono rimasti sulla strada antistante continuando il sit-in e bloccando il traffico in via IV Novembre. La manifestazione spontanea ha mandato in tilt il traffico determinando la chiusura di piazza Venezia. Sul posto i vigili urbani che hanno deviato le auto provocando rallentamenti in tutta la zona: poi, poco prima delle 14 si è concluso il presidio dei lavoratori, i manifestanti hanno sgomberato la strada e la circolazione è ripresa regolarmente. Commentando gli avvenimenti, Gianluca Peciola di Sel ha rivolto un appello al commissario Bondi chiedendo l’immediato sblocco dei fondi per garantire il funzionamento delle strutture. Peciola ha anche aggiunto: «Una donna ha avuto un malore. La chiusura delle strutture di Cassino e di Viterbo comporterà complessivamente la cessazione di 273 prestazioni ospedaliere al giorno e il licenziamento di quasi 700 lavoratori».

LO SPIRAGLIO – Forse però rimane uno spiraglio per la trattativa. Nella tarda mattinata, infatti, a sorpresa i vertici del San Raffaele sono stati convocati nuovamente in Prefettura dopo il fallimento del primo tavolo di negoziazione. «C’è stata un’apertura da Bondi, tra sette giorni, forse già lunedì o martedì, torneremo qui per fare di nuovo il punto. È un tecnico, facciamolo lavorare, ora abbiamo un po’ più di fiducia per lo sblocco dei fondi» ha detto il proprietario del gruppo San Raffaele Giampaolo Angelucci al termine della seconda riunione. Alla fine dell’incontro il presidente Carlo Trivelli ha comunicato l’intenzione della società di dar credito all’impegno del commissario di arrivare a una soluzione delle questioni riguardanti il Gruppo entro qualche giorno, «al massimo una settimana».

Roberto Capocelli

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