domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Sanità lombarda, blitz della Guardia di Finanza in cliniche e al Pirellone: indagato direttore generale della Regione
Pubblicato il 18-12-2012


Stamane le Fiamme Gialle hanno fatto visita a cliniche private in provincia di Varese e nella Regione Lombardia, presso gli uffici dell’assessorato alla Sanità, effettuando perquisizioni e acquisendo documenti. Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza i reati ipotizzati sono quelli di concussione e corruzione commessi dagli imprenditori che gestiscono le case di cura, volti presumibilmente ad ottenere convenzioni con la Regione Lombardia per svolgere l’attività sanitaria. Tra le persone indagate compaiono anche il presidente Commissione Senato sanità, Antonio Tomassini e il numero uno della sanità Lombardia, Carlo Lucchina.

L’INCHIESTA LOMBARDA – Le ipotesi di reato – che vanno dalla concussione alla corruzione – sono scaturite nell’ambito di altre indagini, già in corso, per reati di bancarotta fraudolenta continuata, falso, truffa ai danni dello Stato, commessi da un gruppo di aziende che operano nel campo non solo della sanità, ma anche dell’alberghiero e dell’immobiliare. Secondo gli inquirenti, queste aziende avrebbero concluso operazioni societarie e finanziarie tali da sottrarsi ai debiti nei confronti di terzi. In particolare, le indagini hanno preso le mosse dalla bancarotta del gruppo dei fratelli Polita, imprenditori varesini della sanità. Recentemente sono emersi ulteriori elementi relativi a «gravi fatti di corruzione e concussione connessi alla concessione di convenzioni ed autorizzazioni».

LE PERSONE INDAGATE – I provvedimenti emessi dalla Procura di Varese – spiegano i finanzieri – sono destinati a consulenti e persone di fiducia di riferimento di politici che intermediavano tra le cliniche private e gli enti locali, amministratori di fatto delle cliniche interessate e i vertici della sanità lombarda. Tra gli indagati compaiono anche il direttore generale sanità Lombardia, Carlo Lucchina e anche il presidente della Commissione sanità Senato, Antonio Tomassini del Pdl che, secondo quanto riferito da fonti qualificate, avrebbe ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito della vicenda lombarda.

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