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Opinioni e commenti
 

SCANDALO RIMBORSI TRAVOLGE PDL E LEGA NELLA LOMBARDIA DI FORMIGONI: SI IPOTIZZA TRUFFA PER MILIONI DI EURO
Pubblicato il 14-12-2012


Cioccolata, sigarette e persino uno scontrino d’acquisto di munizioni da caccia per una cifra di circa 750 euro. Se Roma è ladrona, Milano, sotto le amministrazioni Lega e Pdl, sembra non essere da meno. Tutto è partito lo scorso il 10 ottobre quando il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, ha disposto un accertamento della Guardia di Finanza in Regione per verificare i rendiconti 2008-2010 relativi ai rimborsi per i gruppi consiliari del Pdl e della Lega. Le prime anomalie saltate agli occhi degli inquirenti sarebbero state quelle del leghista Davide Boni, l’ex presidente del Consiglio regionale, travolto da un’indagine per corruzione, e dell’ex assessore del Pdl, Franco Nicoli Cristiani, finito in manette un anno fa con in casa una tangente da 100 mila euro.

CI SONO GLI ESTREMI PER IL PECULATO – Dopo l’acquisizione e la verifica del libro mastro delle spese da parte del Nucleo regionale di polizia tributaria, e le verifiche sulle giustificazioni, l’inchiesta si sarebbe allargata ad una quarantina di esponenti di Pdl e Lega. L’ipotesi degli inquirenti è che potrebbero esserci tutti gli estremi per la contestazione di reato di peculato nei confronti di molti esponenti della maggioranza della giunta uscente guidata dal governatore Roberto Formigoni, e dei due capigruppo di Lega e Pdl.

SPESE PAZZE – Cappuccino e brioche con i soldi del partito, quattro pizze d’asporto, ma anche cocktail offerti agli amici, spese per macellerie e agriturismi, senza dimenticare i ristoranti alla moda. E’ un lungo elenco di spese quotidiane quelle che gli uomini della Procura di Milano hanno acquisito in Regione Lombardia e che ha portato a indagare una quarantina di esponenti della Lega e del Pdl. C’è chi rientra tra gli “over 100 mila euro”, e chi invece ha chiesto di inserire, tra i rimborsi del proprio gruppo politico, spese personali di poche centinaia di euro. Per 22 persone c’è l’invito a comparire degli inquirenti per essere interrogati dai titolari dell’inchiesta. Le spese nel mirino della procura riguardano due legislature, tra il 2008 e il 2012, in cui si contestano l’utilizzo di soldi pubblici destinati all’attività politica.

LA MINETTI CHIEDE IL RIMBORSO PER “MIGNOTTOCRAZIA” – E l’inchiesta della Procura di Milano, nel frattempo, sembra coinvolgere anche Nicole Minetti che risulterebbe indagata per peculato. Secondo le prime indiscrezioni, gli uomini della Polizia tributaria avrebbero trovato a suo carico scontrini per consumazioni che arrivano addirittura a 800 euro all’hotel Principe di Savoia. In totale ammonterebbero a diverse migliaia di euro le spese sostenute da Nicole Minetti. Secondo le indagini la consigliera regionale, già imputata per il caso Ruby, avrebbe usato i soldi pubblici per pagare cene in ristoranti di lusso di Milano, oltre che, malgrado avesse già a disposizione un iPad in dotazione ai consiglieri regionali, per l’acquisto di un altro iPad da 750 euro. Tra le spese anche e 16 euro per acquistare il libro “Mignottocrazia” di Paolo Guzzanti.

IL TROTA COMPRAVA VIDEOGAMES E “RED BULL” CON I SOLDI DEGLI ITALIANI – Anche l’ormai ex consigliere regionale lombardo Renzo Bossi, meglio conosciuto come “il Trota”, figura, da quanto si apprende, tra gli indagati nell’inchiesta della procura di Milano: anche per lui l’accusa sarebbe quella di peculato. Tra le spese che Renzo Bossi avrebbe effettuato coi soldi del gruppo consiliare lombardo della Lega Nord ci sono anche numerosi acquisti di videogiochi, sigarette e bibite, in particolare la “Red Bull”. Tra gli indagati poi ci sarebbe addirittura un consigliere che avrebbe comprato coi rimborsi regionali anche il pane.

SAVINI, LA LEGA CERCA DI RIPULIRSI LE MANI SPORCHE – Sono al centro del ciclone e promettono un futuro raggiante. «Con Maroni presidente nessun abuso sarà tollerato. Verrà controllato ogni euro speso e verranno dimezzati i contributi. Se l’inchiesta in corso dovesse accertare delle responsabilità, chi in passato ha sbagliato dovrà rimborsare tutto con gli interessi». Lo afferma il segretario nazionale della Lega Nord-Lega Lombarda, Matteo Salvini in relazione all’inchiesta sui rimborsi ai consiglieri in Regione Lombardia, che pure coinvolge proprio la Lega a fianco del Pdl. Savini ha anche aggiunto che si dovranno accertare le responsabilità sia a destra che a sinistra, ma al momento le opposizioni lombarde non sono ancora finite sotto la lente della procura di Milano.

IL SISTEMA DI CONTROLLI PREVENTIVI FA ACQUA – Il filone delle indagini sui “rimborsi facili” è partito sulla scia dell’arresto, nella Regione Lazio, di “er Batman” al secolo Franco Fiorito, poi allargatosi a varie Regioni. Ciò che fa riflettere di queste indagini riguarda l’inefficienza del sistema di controlli della Corte dei Conti che avrebbe il compito di verificare i bilanci dei gruppi consiliari. Un’operazione che difficilmente può dare risultati efficienti visto che non è consentito controllare il dettaglio le spese, ma solo il saldo finale. Difficile, dunque, per la giustizia contabile accertare le irregolarità senza poter accedere alla natura delle spese che vanno sotto la voce di “spese dei consiglieri per l’espletamento del mandato”, e “spese di comunicazione”. Una truffa che, in Lombardia, potrebbe essere nell’ordine di milioni di euro annui.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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