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Opinioni e commenti
 

Siria: nuova strage di bambini fa 27 vittime. La denuncia: «Hanno usato armi chimiche»
Pubblicato il 26-12-2012


I cadaveri straziati di 27 bambini segnano un’altra giornata di orrore in Siria, dove lo spettro delle armi chimiche sembra prendere corpo e il bilancio dei morti dall’inizio della rivolta contro il regime di Bashar al Assad ha sfondato quota 45.000, tra i quali oltre 31.000 civili. Pare dunque destinato a rimanere inascoltato l’appello lanciato a Natale da Benedetto XVI, che ha chiesto di fermare “lo spargimento di sangue” e auspicato una “soluzione politica” del conflitto che tuttavia le parti, ribelli in primis, non sembrano disponibili a praticare, malgrado gli sforzi dell’inviato di Onu e Lega Araba, Lakhdar Brahimi.

CAPO DELLA POLIZIA DISERTA E DENUNCIA USO DI ARMI CHIMICHE – La giornata di sangue si è aperta con la notizia della defezione di un altro militare di alto rango, il generale Abdulaziz Jassim al-Shalal, capo della polizia militare siriana, che ha rilanciato le accuse alle forze fedeli ad Assad: “Hanno usato le armi chimiche nell’attacco ad Homs alla vigilia di Natale”. I ribelli avevano parlato di un gas velenoso, “molto simile al Sarin”, che aveva causato la morte di sette persone e l’intossicazione di altre decine. Il generale ha affermato di aver abbandonato il regime perché si è trasformato in una “cricca di assassini”.

NUOVA STRAGE A AL-QAHTANIA – La durezza del conflitto siriano è stata confermata poche ore dopo dagli attivisti, che hanno denunciato una nuova strage di innocenti, stavolta nel villaggio di al-Qahtania, nella provincia di Raqqa, non lontano dal confine turco. Gli attivisti hanno documentato la morte di 40 persone: tra loro almeno 17 bambini, oltre la metà di meno di 10 anni. Le drammatiche immagini dei cadaveri dei piccoli sono state pubblicate sul web. I ribelli accusano le forze fedeli al regime: i soldati della 17/a divisione hanno lanciato missili sul villaggio, investito da un furioso bombardamento di artiglieria, che ha scatenato il panico tra la popolazione, tanto che in poche ore in migliaia hanno attraversato il confine. L’agenzia di Stato Sana, qualche ora dopo la denuncia del fronte dell’opposizione, ha confermato il massacro dei civili, imputandola tuttavia ai “gruppi terroristici”.

ESCALATION DI VITTIME INNOCENTI – Secondo gli attivisti, altri 10 bambini sono stati uccisi in tutto il Paese, con un bilancio complessivo che in serata è arrivato a 130 vittime, comprese 13 donne. A queste si aggiungono i feriti, molti in gravi condizioni che, come denunciato nei giorni scorsi da fonti ospedaliere, rischiano di andare incontro a morte certa a causa delle gravi carenze che oramai si registrano in tutto il Paese. “Se non ci volete dare le armi almeno inviate medicine”, è il tam-tam degli attivisti siriani che gridano vendetta sui social network. Il conflitto dopo 21 mesi registra una pericolosa escalation, e la possibilità che il regime ricorra alle armi chimiche per fronteggiare l’avanzata dei ribelli preoccupa le cancellerie di tutto il mondo. la tv israeliana Canale 10 ha confermato le anticipazioni del quotidiano arabo al-Quds al-Arabi su una missione ‘segreta’ del premier israeliano Benyamin Netanyahu in Giordania. Netanyahu “ha incontrato re Abdallah”, ha affermato la tv. Secondo al-Quds al-Arabi, Israele avrebbe suggerito di distruggere al più presto gli arsenali di armi chimiche, con un attacco militare o l’invio in Siria di una forza internazionale di 8.000 mila uomini incaricati di assumere il controllo degli arsenali.

“SOLUZIONE BRAHIMI” – Sabato a Mosca è atteso l’arrivo di Brahimi, mentre alcuni esponenti del regime sono già in viaggio verso la Russia, probabilmente per riferire sull’incontro dell’inviato con Assad, due giorni fa a Damasco. Ma l’opposizione siriana non ha gradito la tappa in Siria di Brahimi, proprio il 24 dicembre, all’indomani della strage nel panificio di Helfaya, in provincia di Hama, e nel giorno in cui l’esercito avrebbe usato il gas a Homs. Il leader della Coalizione, Ahmad Muaz al Khatib, riconosciuta formalmente da occidentali e monarchie del Golfo, ha gia’ messo nero su bianco il suo no alla “soluzione Brahimi”, che prevede un governo di transizione con Assad defilato, ma in carica fino al 2014.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. il generale Abdulaziz Jassim al-Shalal, capo della polizia militare siriana, che ha rilanciato le accuse alle forze fedeli ad Assad: “Hanno usato le armi chimiche nell’attacco ad Homs alla vigilia di Natale”.

    Queste accuse sono sempre fondate su prove certe, eh?
    Io vorrei sapere chi scatena sti ribelli?
    Chi li arma?

    Ovviamente sono sempre e comunque contro le stragi d qualunque tipo e contro ogni guerra. Ma negli ultimi decenni abbiamo visto troppa disinformazione e troppe deformazioni della verità. Il dubbio è ovvio!

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