venerdì, 20 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Spread a 360. Con il ritorno di Berlusconi l’Italia mette a rischio la sua credibilità
Pubblicato il 10-12-2012


Nel suo ultimo rapporto l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha confermato il giudizio sull’affidabilità dell’Italia, pari a BBB+, ma, nonostante le politiche messe in atto dal Governo Monti, ha anche lasciato immutate le prospettive negative per il nostro Paese. L’agenzia ha riconosciuto al Governo Monti il merito di aver consolidato i conti pubblici, anche se facendo ricorso soprattutto a nuove tasse piuttosto che a tagli di spesa pubblica, e di aver compiuto una serie di riforme strutturali, come quella delle pensioni o quella del mercato del lavoro. Ma al contempo, ha sottolineato i troppo limitati progressi per quanto concerne liberalizzazione dei servizi ed  efficienza del sistema giudiziario.

Il giudizio sull’affidabilità dell’Italia resta comunque legato innanzitutto all’alto debito pubblico, che l’agenzia stima raggiungerà il 123,6% del prodotto interno lordo alla fine di quest’anno e il 124,5% alla fine del prossimo, per poi iniziare a ridursi strutturalmente. La valutazione della capacità dell’Italia di far fronte al proprio debito, è però anche legata alle scarse prospettive di crescita. Infatti, secondo Standard&Poor’s, aldilà di chi vincerà le prossime elezioni politiche, l’alto livello di indebitamento pubblico e il pareggio di bilancio inserito in Costituzione, comporterà per chiunque vada al Governo una ridotta flessibilità fiscale, cioè in ogni caso una parte del nostro Pil dovrà essere destinata alla riduzione del debito pregresso. Ma se il quantum non è in discussione, almeno per quanto riguarda le forze politiche responsabili e non populiste, l’esito delle elezioni senz’altro modificherà le modalità con cui avverrà tale aggiustamento fiscale.

E’ dunque importante perseverare con le riforme strutturali per liberare il potenziale di crescita dell’Italia, e dopo aver agito pesantemente sul mercato del lavoro, per l’agenzia di rating è necessario confrontarsi con i corporativismi, i portatori di interessi particolari, che rimangono ancora trincerati ed influenti, come testimoniato dalle difficoltà nel liberalizzare le professioni ed aprire i mercati dei servizi registrate persino dal Governo Monti, che era sostenuto da una maggioranza bulgara. La crescita rimane ancora un miraggio secondo Standard& Poor’s, nel breve termine a causa dell’elevata pressione fiscale e della imprevista stretta creditizia, nel lungo termine soprattutto per le rigidità residue nei mercati dei servizi e della produzione.

Meno rilevante invece il problema dei conti con l’estero dell’Italia, visto che il nostro export ha continuato a tenere negli mesi scorsi e, a meno di un nuovo rallentamento dell’economia globale o della caduta statunitense nel baratro fiscale, dovrebbe continuare a tenere nei prossimi. Ciò che preoccupa i mercati è soprattutto l’incertezza riguardo la capacità dei prossimi governanti nel continuare a modernizzare e far progredire l’Italia attraverso riforme strutturali e piani di riduzioni del debito che allo stesso tempo non deprimano la crescita. E’ però altrettanto chiaro che chi nel passato ha già dato scarsa prova di sé e della sua capacità riformatrice sia oggi poco credibile. Ecco perché all’annuncio del centro-destra di ripresentarsi alle imminenti elezioni con la stessa leadership di Berlusconi, che prelude ad una stessa politica economica, i mercati finanziari sono andati giù e lo spread è schizzato all’insù. Se il buongiorno si vede dal mattino, speriamo di non dover vivere un’altra lunga notte.

Alfonso Siano 

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Commenti all'articolo
  1. La crisi ha aperto gli occhi a tutti.Quai tutti ormai sono consapevoli che il tempo delle facili promesse, delle chiacchiere, delle ideologie contrapposte,della retorica, delle recite teatrali è finito.
    Credo che gli elettori sapranno scegliere la via migliore.Per se stessi e per l’Italia.

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