sabato, 16 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Armi negli Usa, per Obama «è ora di fare un esame di coscienza e di cambiare»
Pubblicato il 17-01-2013


Armi-AmericaSvolta storica del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha annunciato un durissimo giro di vite sul controllo e la vendita delle armi da fuoco negli Usa. Un piano, quello messo a punto da Obama con il vicepresidente Joe Biden, che non delude le attese prevedendo, innanzitutto, il bando delle armi da guerra. Di quei fucili d’assalto come il micidiale AR-15, che nella scuola elementare di Newtown ha ucciso 20 bambini. Ma non solo. Le misure presentate alla Casa Bianca insieme a Biden prevedono, per la prima volta, rigorose verifiche sui potenziali acquirenti, per scoprire se abbiano precedenti penali o soffrano di disturbi mentali.

LE LOBBY DELLE ARMI NON CI STANNO – Misure di buon senso per gli standard europei, ma nel paese della “frontiera” le misure introdotte hanno fatto saltare i nervi alla potente lobby della National Rifle Association (NRA), che parla di «battaglia del secolo» e attacca il presidente definendolo «ipocrita», tirando in ballo anche le figlie Malia e Sasha: loro sì che sono protette dal Secret Service, recita un spot che la Casa Bianca ha definito «vile e ripugnante». Lo scontro è, dunque, senza precedenti. Ma Obama appare determinato ad andare avanti e a sfidare apertamente il Congresso. Non solo la componente repubblicana, ma anche parte del suo partito su cui l’influenza della NRA è forte.

L’APPELLO DEL PRESIDENTE – Il presidente lancia il suo appello davanti alla stampa e circondato da bambini, quelli che per primi intende proteggere con le nuove norme. E a Capitol Hill chiede di agire subito: perché dopo Newtown – sottolinea – in America ci sono state altre 900 vittime a causa delle armi da fuoco. Un numero impressionante in così poco tempo. Per questo bisogna approvare senza perdere tempo tutte le misure che necessitano di un passaggio parlamentare, mentre per tante altre bastano i 23 decreti esecutivi firmati dal presidente.

I DIVIETI, LE AUTOMATICHE NON SERVONO PER LEGITTIMA DIFESA – Oltre al divieto di vendita delle armi da guerra, spetta al Congresso dire sì al bando delle super-pallottole, quelle in grado di perforare i giubbotti antiproiettile dei poliziotti; e ancora ai super-caricatori con più di dieci proiettili, che permettono con gran facilità di sparare all’impazzata, anche per una mano inesperta. «A che serve un caricatore da centinaia di proiettili? A sparare più colpi nel più breve tempo possibile»: per Obama non era certo questo lo spirito dei Padri Fondatori quando decisero di inserire il secondo emendamento alla Costituzione, quello che sancisce il diritto per ogni individuo di possedere un’arma per la legittima difesa.

UN APPROCCIO SOCIALE – «Rispetto le tradizioni, ma è ora di fare un esame di coscienza e di cambiare», ha detto tra gli applausi dei parenti delle vittime venuti alla Casa Bianca. Un piano complessivo, quello presentato da Obama, che si concentra su molti aspetti non legati strettamente alle armi. Come rendere più sicure le scuole: non – come propone la lobby – attraverso guardie armate, ma stanziando più risorse per aumentare il personale, adeguare i sistemi di sicurezza, elaborare piani di emergenza più efficaci. E più soldi saranno stanziati per le strutture sanitarie che si occupano di chi soffre di disturbi mentali, soprattutto i giovani, studiando la possibilità di rendere obbligatorio il ricovero di chi sta male. Saranno scongelati anche i fondi per la ricerca, che tra le altre cose avrà il compito di valutare quale impatto hanno, soprattutto sui giovani e le persone instabili, i film e i videogame più violenti.

 

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