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Opinioni e commenti
 

Bambini siriani: dalla tragedia all’emergenza umanitaria
Pubblicato il 03-01-2013


Dall’inizio della guerra interna nel territorio siriano la qualità di vita e poi la morte dei bambini siriani ha attraversato un escalation di dimensioni impreviste ed incommensurabilmente tragiche. Inizialmente i bambini venivano feriti e uccisi in maniera casuale ovvero erano vittime della guerra di strada e degli attentati che accadevano. Gradualmente però l’attenzione di chi vuol tenere sotto il tallone della dittatura i cittadini si è rivolta più miratamente verso i bambini stessi usando il più vile dei ricatti: chiedere la resa per evitare che i bambini venissero uccisi. Da allora migliaia di bambini sono morti per attentati, cecchinaggio e bombardamenti frutto di una scellerata strategia mirata. Sempre più spesso si è assistito ad attentati con bombe nelle scuole, negli improvvisati campetti di calcio o alle file per il pane.

Accanto a questo un’azione assai più subdola: distruggere prima i reparti pediatrici, poi gli ospedali da campo uccidendo addirittura i medici per evitare che i bambini venissero curati in caso di malattie o di incidenti. Con questa azione estremamente cinica non si colpiscono solo le vittime per l’azione di guerra in sé ma anche tutti quei bambini feriti o ammalati per motivi naturali destinati a morire per mancanza di cure.

E’ un numero di piccole vittime che non conosce ancora statistiche. Se quello che abbiamo descritto costituisce una tragedia di proporzioni enormi ed inaccettabile  è anche per i troppi silenzi che la circondano. Infatti escluso il nostro partito, il PSI, e qualche voce isolata, soltanto l’UNICEF sostiene sin dall’inizio una campagna di informazione e di interventi che sarebbe opportuno trovasse anche nel nostro paese un’attenzione ben maggiore dei politici e dei media.

La situazione attuale sta cambiando in maniera rapidissima diventando emergenza umanitaria. Per vari motivi coincidenti, tutti i bambini siriani rischiano la propria vita. In questo momento la denutrizione generalizzata, i traumi psicologici che i bambini stanno vivendo, la mancanza di cure mediche per i motivi sopra detti, rendono questa fascia di popolazione estremamente vulnerabile. Dobbiamo poi tener presente  che a questi bambini sono stati imposti oltre che continue immagini di violenze e lutti, lo sradicamento totale dalle proprie abitudini precedenti; vivono in un costante stato di stress fatto di paura, noia, dolore, senso di precarietà, mancanza di gioco e sogni. Se tutto quello che abbiamo detto li rende vulnerabili si aggiunge a ciò una nuova ma prevedibile variabile : “arriva il Generale Inverno” e su questi bambini fragilissimi il freddo può avere un’azione devastante e dirompente. Alla vulnerabilità biopsichica si aggiungono due variabili mortali: tutti i bambini hanno ancora vestiti estivi e le tende da campo sono inadeguate per affrontare il freddo, inoltre migliaia di loro non sono stati vaccinati, per cui non solo rischiano di morire di polio ma anche a causa di semplici influenze, bronchiti o polmoniti.

E’ ora che la Comunità Internazionale si svegli e crei le condizioni di pace, ma in attesa di questa, di creare delle self area o dei corridoi protetti che permettano a medici, infermieri, psicologi di intervenire portando con sé anche dosi massicce di farmaci (sopratutto vaccini ed antibiotici), indumenti invernali e coperte oltre che tende idonee. Non si può pensare che per scarsi interessi economici di lobby internazionali si permetta che i bambini già decimati a causa di questa guerra, muoiano anche di freddo . E’ indispensabile una mobilitazione immediata che parta anche dal nostro Paese. E’ insopportabile che ci si concentri sullo spread o al chi sale e chi scende nell’hit parade della politica italiana e non si colga il grido di dolore di questa generazione di innocenti che rischia di uscire dalla scena della vita prima ancora di aver iniziato a farne parte.

A volte la diplomazia ed i partiti come è giusto, si attivano e mobilitano i media per una singola persona da salvare, ma sorge il dubbio che qualche volta questo serva principalmente a farsi pubblicità con uno sforzo minimo. Mobilitarsi per decine di migliaia di bambini e difendere la loro vita è invece molto più complesso, difficile e anche scomodo. Ma questa sfida deve essere accettata…ORA E SUBITO!!

Questi bambini dai sogni infranti ci chiedono nei loro silenzi di essere concreti e di fare in modo che un domani non diciamo: ”Scusateci ma eravamo distratti da altre cose”.

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Commenti all'articolo
  1. Fermo restando l’orrore fisiologico davanti a qualunque tragiedia, soprattutto quando le vittime sono bambni, mi chiedo se questo dosaggio dell’informazione che conta solo le vittime da un lato, che disegna a tavolino il nemico, che spesso gonfia numeri e notizie (ne abbiamo avuti esempi in iraq, in palestina, in Libia e chissà in quenti altri casi), non sia da condannare prima di ogni cosa. Sembra un accurato disegno per preparare l’opinione pubblica occidentale alla guerra.
    Si assiste per anni passivamente ad ogni genere di tragedia finchè non si è pronti ad un intervento bellico “utile”.
    Io mi auguro che un capo di stato intelligente tenti una mediazione pacifica fra due fazioni di uno stesso popolo, che lo faccia subito, che lo faccia prima di ogni altra cosa.
    Che non muoia più nessun bambino, che non muoia più nessuno per colpa di una guerra

  2. E’ semplicemente vergognoso, oltre che tragico, che continuino a morire civili, in gran parte bambini, non solo per l’ assurdità di un regime, ma anche ( o soprattutto ) per la non curanza del cosiddetto mondo civilizzato. Poi l’ intervento non credo debba essere per forza di tipo militare e comunque la comunità internazionale se ne deve fare carico, è già tardi… e parlando di bambini : vergognosamente tardi!

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