sabato, 16 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Benetton dice no alla “moda tossica”
Pubblicato il 16-01-2013


Benetton-greenLetteralmente detox significa disintossicazione. E detox è il nome della campagna, lanciata nel 2011, da Greenpeace che ha lo scopo di disintossicare le filiere della moda dalle sostanze tossiche. Dopo Levi’s, Zara e H&M, da oggi anche Benetton si impegna ad eliminare le sostanze chimiche pericolose dai propri prodotti in tutta la catena di fornitura entro il 2020. «Siamo orgogliosi – ha commentato Chiara Campione, responsabile campagna di Greenpeace Italia – che anche in Italia aziende come Benetton si stiano impegnando a processi di trasparenza importantissimi nei confronti dei consumatori. La domanda adesso è quando anche le altre case di moda italiane saranno in grado di rispondere alle richieste dei consumatori e delle popolazioni locali colpite dall’inquinamento delle proprie risorse idriche di investire nella moda che non costa nulla al pianeta?”.

L’IMPEGNO DI BENETTON – Con l’adesione alla campagna Detox, la nota industria d’abbigliamento nostrana favorisce l’accelerazione di quel processo di maggiore  trasparenza e sostenibilità, già in atto nel settore tessile, e si impegna a rivelare i valori delle emissioni delle sostanze chimiche pericolose di ben 30 dei loro fornitori – 15 dei quali in Cina – entro la fine del 2013. In questo modo la maison garantirà, a chi vive in prossimità di queste industrie, il diritto di conoscere esattamente cosa viene scaricato nell’ambiente in cui vivono. Da quando è stata lanciata la campagna, Benetton è il tredicesimo marchio globale che ha deciso di impegnarsi in modo serio a ripulire la propria filiera e i propri prodotti, in particolare dai PFC, i perfluorocarburi, considerate tra le più pericolose sostanze chimiche.

STOP ALLA MODA TOSSICA – La cosiddetta “moda tossica”, che Greenpeace per mezzo della sua campagna intende combattere, non ha effetti immediati e visibili sul consumatore finale o sulle aziende del nostro Paese, ma ha pericolose conseguenze sulle popolazione del terzo mondo, che spesso sono coinvolte nel processo di produzione. Alcuni processi chimici di lavorazione, come per esempio la tintura, possono inquinare i corsi d’acqua, i terreni e le falde in modo irreparabile. Ed è proprio per evitare queste conseguenze nefaste che Benetton si è attivata fin da subito per eliminare tali condizioni fra i partner asiatici

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