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Opinioni e commenti
 

Berlusconi rivisita la storia del fascismo nel giorno della memoria. Poi corregge il tiro
Pubblicato il 29-01-2013


EVIDENZA-Berlusconi-Shoah

Guai a derubricarla come l’ennesima gaffe del Cavaliere. Le parole “bonarie” di Berlusconi su Mussolini che non era come Hitler e sulle cose buone fatte dal fascismo spazzano via la sacralità di una giornata simbolo, quella di ieri, in una occasione altrettanto simbolica: il giorno della memoria e l’inaugurazione a Milano del Museo della Shoah. Berlusconi parla bene di Benito Mussolini (tranne le indifendibili leggi razziali) e, immediata, si scatena la tempesta politica attraverso una raffica di condanne e dichiarazioni, non esclusa quella indignata della Comunità ebraica italiana: “indecenti” sono definite dal Bersani le parole di Cavaliere. Tanto che nella serata di ieri è arrivata la precisazione del Cavaliere: nessun dubbio che “il fascismo fu una dittatura”. Una rettifica che aiuta ma non basta visto che la polemica ha condizionato per intero la giornata.

LA FRASE INCRIMINATA E LO SDEGNO DELLA COMUNITA’ EBRAICA – Per di più l’arrivo di Berlusconi, non previsto, ha movimentato ulteriormente una occasione solenne e importante a cui presenziava il Presidente del Consiglio Mario Monti. Ed ecco la frase che ha innescato la polemica: per tanti versi Mussolini aveva fatto bene ma “il fatto delle leggi razziali è stata la peggiore colpa”. L’Italia “non ha le stesse responsabilità della Germania” ma “ci fu una connivenza che all’inizio non fu completamente consapevole”. La più chiara risposta alla interpretazione data da Berlusconi alla vicenda delle persecuzioni contro gli ebrei viene dal Presidente della Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna che le definisce “non solo superficiali e inopportune, ma, là dove lasciano intendere che l’Italia abbia deciso di perseguitare e sterminare i propri ebrei per compiacere un alleato potente, destituite di senso morale e di fondamento storico”. “Le persecuzioni e le leggi razziste antiebraiche italiane, come é noto, hanno avuto origine ben prima della guerra e furono attuate in tutta autonomia sotto la piena responsabilità dal regime fascista, in seguito alleato e complice volenteroso e consapevole della Germania nazista fino a condurre l’Italia alla catastrofe”.

LA CONDANNA UNANIME DELLA POLITICA – Se Pierferdinando Casini le bolla come “sciocchezze”, per Vendola il Cav è “un falsario che dovrebbe solo tacere visto che l’Italia non può dedicare loro una giornata di commemorazione”. Il segretario del Pd Bersani sottolinea che in una “giornata di comune riflessione” il Cavaliere ha fatto “una manovretta elettorale” per raccogliere i voti di “una destra fascistoide”. Per Diliberto (Pdci) quelle parole sono la “prova della sua contiguità con l’estrema destra” mentre per Antonio Ingroia “il Cav è la vergogna d’Italia visto quale è il suo modello politico”. Per Paola Concia quelle battute sono “un pugno in faccia”, affermazioni “inaudite” per Anna Finocchiaro: “inaccettabili per tutti gli italiani che amano la democrazia”.

IL CAV FA DIETROFRONT – A fine giornata la correzione di rotta di Berlusconi che chiude la questione. “Non ci può essere alcun equivoco sulla dittatura fascista, lo ribadisco, anche se pensavo che questo dato fosse chiaro per tutta la mia storia politica passata e presente”. “Io poi – aggiunge – rivendico di essere amico storico di Israele”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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