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Opinioni e commenti
 

Concordia: la Carnival sotto processo negli Usa accusa addirittura i passeggeri di “negligenza”
Pubblicato il 14-01-2013


EVIDENZA-Costa Concordia rimozioneLa miglior difesa è l’attacco recita un famoso proverbio. La compagnia di crociere Costa sembra aver fatto tesoro di queste parole nel caso che la vede coinvolta per l’affondamento della Concordia verificatosi la notte del 13 gennaio 2012 all’Isola del Giglio. Secondo la Compagnia, infatti, l’incidente sarebbe il frutto di «comportamenti negligenti o disattenti» dei passeggeri che «furono concausa, se non l’unica causa, per le presunte lesioni e i danni» verificatisi quando la Costa Concordia affondava.

DOCUMENTI CHE “ACCUSANO” I PASSEGGERI – A rendere nota la “audace” linea difensiva della Carnival Corporation & PLC (la società di Miami che controlla Costa Crociere spa) è stato lo studio legale americano “John Artur Eaves” che assiste i passeggeri e le vittime del naufragio. La compagnia si sarebbe difesa incolpando i viaggiatori nel procedimento legale promossogli contro proprio per ottenere un risarcimento delle vittime. La Carnival, citata in giudizio in California da alcuni passeggeri, membri dell’equipaggio e familiari delle vittime, ha depositato alla corte alcuni documenti dove accusa i passeggeri.

LA CARNIVAL, NON ABBIAMO OBBLIGHI RISARCIMENTO GIA’ AVVENUTO – Inoltre, sempre secondo lo studio legale Eaves, «Carnival nega di avere il dovere nei confronti delle persone ricorrenti di proteggerle da danni durante la permanenza a bordo della nave e durante l’uso previsto; perciò la causa deve essere respinta visto che i ricorrenti hanno già ottenuto pieno compenso per le lesioni e i danni presunti». Il processo in California è stato fissato dal giudice George H. Wu il 23 luglio 2013. «Andremo a fondo per fare in modo che una simile tragedia non si ripeta mai più», ha detto John Arthur Eaves Jr. dello studio legale americano John Arthur Eaves che tutela i ricorrenti.

LE CONTROMOSSE DELL’AVVOCATO – Nell’istruttoria, Eaves, che non ci sta proprio a vedere i propri clienti passare dalla regione al torto, passerà al contrattacco, chiedendo le testimonianze di Micky Arison, amministratore delegato di Carnival e membro del comitato realizzato dalla società per far osservare le regole in tema di sicurezza e protezione della salute e ambientale.

SPIEGAZIOINI SULLA PRATICA ”DELL’INCHINO” – «Chiederemo alla corte – ha detto ancora John Arthur Eaves – di interrogare tutti i membri del comitato HESS, tutti responsabili per la definizione dei programmi per la formazione dell’equipaggio e tutte le persone responsabili ad osservare che l’equipaggio sia ben preparato per intervenire in caso di emergenza o di una eventuale evacuazione della nave». Ma, soprattutto, conclude l’avvocato difensore delle vittime, «chiederemo di sentire tutte le persone responsabili per quanto accaduto al Giglio, per aver permesso al capitano di deviare la rotta per eseguire la “navigazione turistica”, cioè il tragico “inchino”».

IL FUTURO DEL RELITTOA quasi un anno dal disastro della Costa Concordia, che causò trenta morti, il relitto della nave rimane arenato precariamente sui fondali dell’isola del Giglio, in attesa di essere recuperato. E c’è ancora incertezza sulla data del recupero previsto, non prima del prossimo autunno, con qualche mese di ritardo rispetto alla tabella di marcia. E non mancano anche progetti “eretici” di rivalutazione del territorio che vorrebbero trasformare i resti della nave in un’opera artistica o in un paradiso per sommozzatori e oasi di ripopolamento per le specie marine.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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