martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Crisi, il carrello della spesa aumenta del 4,3%. Inflazione record dal 2008
Pubblicato il 04-01-2013


3%, questo il livello dell’inflazione relativo al 2012, emerso dalle stime preliminari dell’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, in aumento rispetto al 2.8% del 2011, spinta arrivata dall’energia. Sul fronte del carrello della spesa, nella media del 2012, i prezzi dei beni acquistati con frequenza maggiore sono rincarati del 4,3%, 3,5% rispetto a due anni fa. Si tratta di valori medi annui più alti dal 2008. Il Codacons ritiene che durante l’anno appena conclusosi l’andamento dell’inflazione ha provocato un rincaro di 1.048 euro per una famiglia composta da due persone.

L’INFLAZIONE IN AUMENTO, RECORD DAL 2008 – L’incremento di due decimi di punto percentuale tra il 2011 e il 2012 è dovuto soprattutto alla spinta dall’energia. Nella media annuale, gli aumenti più consistenti riguardano i prezzi nei seguenti settori: di abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,1% dal +5,1% del 2011); dei trasporti (+0,35% rispetto all’anno precedente) e delle bevande alcoliche e tabacchi (+5,9%, dal +3,5% del 2011). Si contraggono, invece, i prezzi delle comunicazioni (-1,5%). Sempre secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell’Unione europea (Ipca) presenta un tasso di crescita medio annuo pari al 3,3%, in accelerazione di quattro decimi di punto percentuale rispetto al 2,9% del 2011. Anche in questo caso si tratta del dato più alto dal 2008.

IL CARRELLO DELLA SPESA, LA STANGATA PER LE FAMIGLIE – Sul fronte della stangata abbattutasi sulle famiglie, se questa è formata da 4 componenti, la spesa aumenta a 1.155 euro. Secondo le stime di Federconsumatori e Adusbef, se a questo incremento si aggiunge l’effetto della pressione fiscale, il rincaro totale tocca i 2.333 euro e l’anno appena iniziato «non sarà da meno: nel nuovo anno vi sarà un aumento di prezzi e tariffe pari a 1.490 euro a famiglia» avvertono le associazioni di consumatori. Secondo la Cia – la Confederazione Italiana Agricoltori – gli italiani hanno anche dovuto “ridimensionare” le loro abitudini a tavola: sei famiglie su dieci sono state infatti obbligate a cambiare gli acquisti dei prodotti alimentari, mentre il 50 per cento ha fortemente contenuto la spesa. Il 34 per cento (pari 7,4 milioni) ha optato ormai per prodotti “low-cost” o di qualità inferiore e il 28 per cento (circa 6,5 milioni di italiani) ha ammesso di fare acquisti quasi esclusivamente ai discount.

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