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Opinioni e commenti
 

Dell’Utri, la Procura chiede una condanna definitiva a 7 anni: secondo l’accusa fu intermediario con la mafia
Pubblicato il 18-01-2013


DellUtri-condannatoIl senatore Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, deve essere condannato a 7 anni. Questa la richiesta del procuratore generale di Palermo, Luigi Patronaggio, a conclusione della requisitoria svoltosi stamani in Corte d’Appello. Secondo le accuse, Dell’Utri, uno dei fondatori di Forza Italia, avrebbe stipulato un patto con la mafia per garantire protezione allo storico amico Silvio Berlusconi, in piena ascesa, all’epoca dei fatti, come imprenditore sul panorama italiano.  

PRESUNTO ANELLO DI CONGIUNZIONE TRA MAFIA E BERLUSCONI – Marcello Dell’Utri, l’11 dicembre del 2004, in primo grado, venne condannato a nove anni. Successivamente, il 29 giugno 2010, in appello, la pena fu ridotta a 7 anni. Il 9 marzo dell’anno scorso, infine, la Cassazione annullò, con rinvio, la condanna. Il presunto ruolo di anello di congiunzione svolto da Marcello Dell’Utri tra Cosa nostra e l’ex premier Silvio Berlusconi, è stato al centro della requisitoria con cui oggi il pg di Palermo ha chiesto la conferma della condanna a 7 anni per il senatore del Pdl, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

“CONSEGNARONO IL PAESE ALLA MAFIA” – Nella tesi del procuratore generale, inoltre, dopo la fine della cosiddetta “Prima Repubblica” la mafia dirottò il suo potere elettorale sulla nascente Forza Italia, garantendole una grossa fetta di voti. Secondo l’accusa, poi, Dell’Utri sarebbe stato in contatto con i fratelli Graviano, spietati boss di Brancaccio. Una vicinanza che, come confermato da numerosi pentiti, fu ammessa indirettamente nella famosa frase riportata dal pentito Spatuzza, e pronunciata da Giuseppe Graviano nel 1994 al bar Doney di Roma, in cui il boss fece riferimento a «persone serie ci hanno messo il Paese nelle mani».

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