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Opinioni e commenti
 

Elezioni politiche: il consigliere “ribelle” dell’M5S Favia, da grillino a “giustizialista”
Pubblicato il 12-01-2013


EVIDENZA-Favia-IngroiaDa grillino a giustizialista. Sarebbe proprio un bel salto senza dubbio per chi si è dichiarato, da sempre, contro la logica dei partiti. Ma il consigliere a 5 stelle, Giovanni Favia, quella logica sembra averla imparata presto e bene. Dopo essere stato protagonista del famoso “fuori onda” che gli era costato la “scomunica” da parte del leader supremo del M5S, il comico Beppe Grillo, Favia fa il grande salto e decide di schierarsi con “Rivoluzione civile”, il neonato movimento guidato dall’ex pm Antonio Ingroia, come candidato capolista in Emilia Romagna. La proposta era arrivata dallo stesso Ingroia che aveva offerto un posto all’orfano grillino. Favia, L’accettazione della candidatura la affida al social network Facebook, motivando la scelta con la volontà di allinearsi con il programma dell’ex pm di Palermo è «in linea con le mie idee».

FAVIA, NON MI DIMETTO FINO ALLE ELEZIONI – Dopo l’annuncio sui social, Favia ha indetto una conferenza stampa, durante la quale ha annunciato che rimarrà comunque consigliere per il M5S, rendendo nota la sua decisione di non dimettersi da consigliere regionale. «Rimarrò a far parte del gruppo e non sarò operativo. Ad ogni modo se non verrò eletto in Parlamento presenterò le mie dimissione irrevocabili di fronte all’assemblea semestrale del Movimento». Sembrano dunque quasi profetiche le parole pronunciate dallo stesso Beppe Grillo che aveva affermato, ironizzando, in riferimento a Favia e a Federica Salvi, anche lei espulsa da Grillo dopo la sua partecipazione alla trasmissione Ballarò: «Magari andranno con gli arancioni – rincara Grillo facendo riferimento al movimento politico di Luigi De Magistris – gli darò una mano se vogliono».

IL CAPOGRUPPO M5S A BOLOGNA, «AVEVA CALCOLATO TUTTO» – Massimo Bugani, capogruppo del M5S in Comune a Bologna, esprimendosi in merito alla candidatura, ha dichiarato di non essere stupito della decisione di Favia che, afferma, realizza «un sogno che coltiva da mesi e per il quale ha lavorato a lungo. Aveva calcolato tutto dal giorno del famoso fuori onda, da quando disse a Beppe Grillo la frase “che fai mi cacci?”. Uno che ha fatto un errore non attacca, ma cerca di ricucire».

IL CASO DEL FUORI ONDA DI FAVIA – «Casaleggio prende per il culo tutti, perché da noi la democrazia non esiste; Casaleggio è spietato, è vendicativo», aveva dichiarato Favia, in un fuori onda registrato lo scorso maggio e trasmesso, a settembre, dal programma de La7 “Piazza Pulita”. L’esule grillino aveva duramente contestato la mancanza di democrazia nel movimento fondato da Grillo, scatenando dure critiche e polemiche. Il consigliere regionale ha poi corretto il tiro spiegando che le sue parole non rappresentavano un attacco al Movimento, bensì «un problema che abbiamo oggi e che presto dovrà risolversi». Nonostante questo tentativo, Grillo gli tolse la fiducia per poi “scomunicarlo”.

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Commenti all'articolo
  1. Favia può fare quello che vuole, non è un problema, non è qualcosa che può occupare più di un misero trafiletto su giornalini di provincia.
    E’ grave il silenzio sui simboli clonati. QUella è malafede e tentativo di carpire la volontà degli italiani.
    Tutti, non solo i movimenti coinvolti, dovrebbero alzare la voce e mostrare indignazione.

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